Il Tirreno

Versilia

l’annuncio 

Tre filiali del Banco Bpm chiuderanno entro giugno

Federica Scintu

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camaiore. Sette filiali del Banco Bpm della provincia di Lucca a forte rischio chiusura entro il 30 giugno. Alcune di queste si trovano anche in Versilia. Si tratta di agenzie che vengono considerate dalla dirigenza dell’istituto bancario come periferiche che però, soprattutto per alcuni Comuni come i nostri, quelli della Piana e della Garfagnana, rappresentano di fatto l’unica banca ancora presente sul territorio.

Lo stop dell’attività è stato infatti preannunciato per le agenzie di Montecarlo, Botticino (Villa Basilica), Barga, Vagli di Sotto, Capezzano Pianore (agenzia 1), Marzocchino e Massarosa: tutti tagli che rientrano, come era già stato comunicato in precedenza da Banco Bpm, in un piano di razionalizzazione delle rete commerciale più ampio che prevede la chiusura di 300 filiali nel corso del primo semestre 2021. Una riduzione del servizio che comporterà, soprattutto per gli anziani - più in difficoltà con l’utilizzo delle nuove tecnologie - inevitabili disagi legati a spostamenti più o meno lunghi per compiere operazioni anche banali come effettuare un bonifico o prelevare del denaro contante.

Tutte chiusure queste che potrebbero, tra le altre cose, essere effettuate anche prima del 30 giugno. Ed è per questo che alcune amministrazioni comunali si sono già mosse per provare, se è possibile, a evitarle. È per esempio il caso del Comune di Montecarlo: qui il primo cittadino, Federico Carrara, ha chiesto un incontro urgente con i vertici provinciali della banca per capire se ci siano le possibilità di un passo indietro nella decisione presa e ha annunciato che si batterà per evitare che gli sportelli vengano chiusi. Anche l’amministrazione comunale di Villa Basilica intanto ha fissato un incontro con i vertici del Banco Bpm che dovrebbe svolgersi giovedì. Nel frattempo però è già cominciata la mobilitazione dei cittadini che attraverso i social network e le petizioni stanno tentando di bloccare le chiusure.

Ma la chiusura delle filiali comporterà non solo disagi per i cittadini dei comuni interessati ma anche, inevitabilmente, un aumento dei carichi di lavoro per i dipendenti del Banco Bpm.

«I posti di lavoro non sono a rischio perché si ricorre ai prepensionamenti - spiega Andrea Monti, coordinatore nazionale per Banco Bpm Fisac Cgil - ma se si chiude una filiale con tre persone ne viene affidata una alla filiale che rimane. Il rischio è quindi un peggioramento del servizio per tutta la clientela. In generale si va nella direzione di un modello di banca che si concentra di meno sul servizio e più sulla consulenza finanziaria d’impresa e come Fisac Cgil siamo contrari a questo modello».

Dal canto suo Banco Bpm fa sapere che «i rappresentanti della banca stanno prendendo contatto con le amministrazioni locali per fornire tutte le informazioni utili al riguardo. L’obiettivoè quello di ridurre al minimo il disagio per i clienti e, in generale, per gli abitanti dei comuni coinvolti - continuano - ai clienti in particolare verranno date tutte le indicazioni e i contatti della filiale di riferimento più vicina che sarà a disposizione per ogni necessità. Occorre peraltro considerare che la costante evoluzione del mercato e delle abitudini dei clienti, che utilizzano sempre di più le piattaforme online, richiede di ripensare la densità della rete delle filiali». —

Federica Scintu

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