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Elettrodomestici ed eternit I volontari puliscono Capezzano Pianore

Elettrodomestici ed eternit I volontari puliscono Capezzano Pianore

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capezzano «Per rimuovere quelle discariche a cielo aperto ci siamo dedicati al tiro alla fune». Fanno ricorso all’ironia per descrivere la loro ultima impresa, i volontari dell’associazione “Insieme si può – per Camaiore”. Eppure, di fronte allo spettacolo che si sono trovati di fronte sabato pomeriggio, non ci sarebbe niente da ridere. Ma stavolta lo sdegno è più forte, proporzionale al clamore per i rifiuti scovati e rimossi, non senza fatica da Capezzano.

Da via della Collina e da via dell’Olivella. Approfittando della tregua concessa dal maltempo, i volontari – che la settimana prima si erano dedicati al lungofiume di Camaiore – si sono divisi in due squadre, prodigandosi fino all’imbrunire nella loro encomiabile azione.

«In via dell’Olivella, nei pressi di un edificio abbandonato, ci era stata segnalata una vera e propria discarica», racconta Giorgio Silicani, uno dei responsabili dell’associazione.

Rifiuti più datati, erano spezzettati, e nuovi: «biglietti di Natale, resti dei pranzi e cene consumati durante le feste». I residenti dicono «di aver visto più volte persone recarsi qui per abbandonare ciò di cui dovevano liberarsi. Sono state fatte varie segnalazioni alla polizia municipale. «Ma la situazione, anziché migliorare, continuava a peggiorare», lamenta Silicani. Poco distante, c’è un piccolo fosso che si ricollega al fiume Camaiore. «Anche lì abbiamo raccolto una gran quantità di materiale nel raggio di appena un centinaio di metri. Se in ogni affluente o piccolo corso vengono gettati così tanti rifiuti, chissà quanti se ne riversano in mare», si domanda non senza sgomento.

Il secondo gruppo si è concentrato invece su via della Collina, a Selvaiana: altro scenario inverecondo. Qui la discarica si è formata a bordo strada, anch’essa denunciata da chi ci abita. «Da almeno due-tre anni», puntualizza Silicani. Se le balle di eternit facevano brutta mostra di sé soltanto in parte è perché a coprirle c’erano i rovi. I volontari hanno provveduto a segnalarle a Ersu Ambiente, perché «trattandosi di rifiuti speciali occorre seguire un iter specifico».

Il peggio, però, doveva ancora arrivare. Era localizzato lì vicino, nel rio Frantoiaccio, dove c’era stato buttato di tutto: altro eternit e elettrodomestici. Il sollievo dei partecipanti per aver ripulito quelle zone così degradate, però, lascia ben presto spazio al timore di dover intervenire nuovamente, in un futuro neppure troppo remoto.

Nel frattempo, ad omaggiarli ci ha pensato la Floricoltura Lari, donando una pianta a ciascuno di loro. —

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