Il Tirreno

Versilia

nuove povertÀ 

Piccoli prestiti e aiuto nella ricerca di un lavoro: è il progetto Ri-uscire

Donatella Francesconi

Sostenuto da Caritas e Fondo Vivere si occupa di un sostegno per i nuclei familiari che non abbiano avuto alcun ristoro da pandemia

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viareggio. Bastano una email o una telefonata per essere ascoltati e – se ci sono le condizioni – essere presi in carico dal progetto “Ri-uscire”, nato dalla alleanza di partenariato-pubblico privato che coinvolge la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, la Provincia e i suoi Comuni, la Diocesi di Lucca e soggetti del terzo settore, insieme a Caritas diocesana e Associazione Fondo Vivere. L’obiettivo - spiega al Tirreno Aldo Intaschi, fresco di nomina di vice direttore della Caritas diocesana per la Versilia – «è dare un sostegno e una speranza alle famiglie di coloro che non hanno ricevuto alcun ristoro con gli strumenti messi a disposizione dal Governo e della Regione». Persone e famiglie che con la pandemia, per esempio, hanno perso l’unica fonte di reddito in nero; o persone disoccupate cui è scaduta la Naspi e un altro lavoro, ai tempi del virus, proprio non salta fuori; donne sole con figli piccoli che non sanno più dove sbattere la testa perché l’assegno di separazione, che integrava qualche lavoretto, non arriva più. Insomma, le tante storie quotidiane delle nuove povertà dovute alla pandemia che ha paralizzato vite ed economie.

Tre gli strumenti di contribuzione economica che grazie dal contributi di Fondazioni bancarie – quella della Fondazione Cassa di risparmio di Lucca in particolare – e di Enti pubblici (la Conferenza dei sindaci, ad esempio), il progetto è in grado di rendere disponibile per le persone che vengono prese in carico: l’Aiuto di solidarietà, il Prestito di emergenza, il Credito di solidarietà. Il primo, fino ad un somma massima di mille euro, viene restituito dal destinatario «attraverso la realizzazione di lavori per il bene comune all’interno della rete dei soggetti del Terzo settore; il secondo permette ai destinatari di affrontare spese straordinarie fino ad un massimo di 2.500 euro e prevede la restituzione in denaro, senza interessi né alcuna spesa; il terzo viene erogato «attraverso convenzioni già sottoscritte con Istituti di credito locali con garanzia della Fondazione Crl (fino a diecimila euro)».

Il progetto si sviluppa anche mettendo a disposizione strumenti per la ripartenza lavorativa.

Per farsi avanti e proporre la propria situazione alla valutazione dell’assistente sociale e dei volontari del Fondo Vivere si può chiamare al numero 0584619550, oppure inviare una email con una breve sintesi della propria vicenda familiare all’indirizzo di posta elettronica associaz.fondovivere@libero.it.

Il consiglio è di essere sinceri e mettere sul tavolo, una volta chiamati, tutta la propria situazione economica, comprese gli eventuali con tributi che si ricevono o si sono ricevuti e gli importi. Così da capire subito se c’è lo spazio per rientrare nel progetto. Dopo la valutazione di una delle tre Commissioni tecniche territoriali, corrispondenti alle macro-aree Versilia, Piana di Lucca, Media Valle-Garfagnana, che valutano le domande e attivano e seguono i piani di restituzione dei prestiti corrisposti e di accompagnamento personale delle famiglie o delle persone prese in carico.

Prima di pensare che tutto sia perduto, vale la pena tentare: trovare una mano tesa è già un inizio per risalire. E anche chi non sia in condizione di entrare nel progetto “Ri-uscire” può trovare un consiglio, una indicazione di quale sia la migliore strada da seguire. Certo, non è facile. Ma senza essere del tutto soli è sicuramente un po’ meno difficile anche ai tempi del virus. —

Donatella Francesconi

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