Gioco
Mille giorni senza stadio fra annunci, promesse e lavori ancora da fare Il calcio resta senza casa
Qui grazie alla Coppa Carnevale sono sbocciati i campioni italiani del pallone. Ma è stato anche il teatro di concerti, meeting e dei funerali della Strage
Sono trascorsi mille giorni da quel 29 aprile 2018 che è la data dell’ultimo appuntamento andato in scena allo stadio dei Pini “Torquato Bresciani”: la partita tra Viareggio e Seravezza. Mille giorni senza il luogo simbolo dello sport di una città che oltretutto non brilla certo per impianti sportivi. Lo stadio che ha visto nascere il mito di Mazzola e Antognoni, Batistuta e Baggio, Del Piero e Totti, lo stadio che ha salutato il record mondiale di Alessandro Andrei nel lancio del peso, le volate di Pietro Mennea, i salti in alto di Sara Simeoni, ma anche il luogo di riunioni di boxe, storici concerti ma anche i funerali delle vittime della strage di via Ponchielli è ancora in attesa di quegli interventi necessari per restituirlo non solo agli sportivi ma ad una città che ha bisogno di un impianto sportivo di riferimento per essere appetita anche dal turismo sportivo.
Interventi per i quali l’amministrazione comunale ha destinato 1,7 milioni di euro e che sembravano avere avuto un inizio con la demolizione della gradinata, a rischio crollo, avvenuta nel settembre scorso. Poi i lavori si sono fermati e nonostante qualche protesta, soprattutto da parte di chi dello stadio aveva fatto un luogo di culto, al momento non si è avuta una risposta da parte del governo della città.
Ma il calvario dello stadio non parte da quel 29 aprile perché l’impianto di via Trento era già stato chiuso al pubblico qualche mese prima, in pieno svolgimento della 70ª edizione della Viareggio Cup, tanto che due partite (Perugia-Cina e Genoa-Spal) in programma il 17 ed il 18 marzo in quello stesso anno si sono giocate a porte chiuse. A tempo di record viene ottenuta l’agibilità per poter ospitare il pubblico, ma solo fino al 30 aprile con il duplice obiettivo di far terminare nel migliore dei modi il torneo e di consentire al Viareggio 2014 di disputare nella sua casa naturale le ultime tre gare interne a porte aperte.
Il 1 luglio 2018, alla scadenza della convenzione stipulata con il Viareggio 2014, l’impianto torna in carico all’amministrazione comunale ancora in dissesto e che dunque non è in grado di provvedere agli interventi straordinari che sono necessari per mantenere aperto l’impianto. Parte il solito stucchevole balletto alla ricerca delle responsabilità e siccome la colpa è una bella donna che però nessuno vuole, lo stadio rimane tristemente chiuso.
A dare un colpo di frusta ci prova il Centro Giovani Calciatori che preme per poter disputare il torneo del 2019 nello stadio intitolato ad uno dei suoi padri fondatori e in mezzo a qualche polemica provvede a sistemare il manto erboso investendo una cifra considerevole. Purtroppo sono soldi gettati al vento perché tre giorni prima dell’apertura della 71ª edizione della Viareggio Cup, prevista per l’11 marzo, arriva la doccia fredda: lo stadio della cui vicenda si sta interessando anche la magistratura non riaprirà. Un colpo da ko per il Centro Giovani Calciatori, che deve portare il torneo lontano da casa; ma anche per il Viareggio 2014, costretto a disputare tutte le gare interne del campionato 2018/2019 in un mesto pellegrinaggio tra Camaiore, Forte dei Marmi e San Giuliano Terme.
Sulla vicenda cala il silenzio tra lo sconcerto e la rabbia soprattutto dei tifosi del Viareggio – che si manifesta periodicamente con striscioni di protesta degli ultras – ma anche di una città che non ha più la piscina e con il palazzetto dello sport agibile solo grazie all’acquisto all’asta effettuato dal Centro Giovani Calciatori.
Come detto uno spiraglio sembra aprirsi nel settembre 2020 quando, in piena campagna elettorale per il rinnovo del consiglio comunale di Viareggio, viene demolita la gradinata. Ma poi tutto si ferma. Ed i lavori da eseguire per arrivare alla riapertura al pubblico sono tanti: dalla recinzione esterna, alla tribuna coperta, dai servizi igienici agli spogliatoi e gli altri locali interni oltre naturalmente ad edificare una nuova gradinata. Dovrà essere sistemato anche l’impianto di illuminazione e rifatto ex novo il manto che salvo cambiamenti di rotta sarà ancora in erba naturale.
Senza dubbio la pandemia ha condizionato la vita di tutti e le scelte di chi deve governare una città. Ma si spera che a breve lo sport possa riaprire i battenti e dunque è più che mai urgente che Viareggio possa riavere quello che lo stesso sindaco Del Ghingaro ha definito «la culla e la memoria di gran parte dello sport viareggino, dal calcio all’atletica leggera e altri appuntamenti non solo sportivi che fanno parte della storia della città».
Il Centro Giovani Calciatori ha già fissato le date di svolgimento della 72ª edizione della Viareggio Cup (15-29 marzo) e immaginare che uno dei pochi eventi di rilevanza internazionale rimasti in città sia i nuovo costretto ad emigrare verso altri lidi fa venire i brividi. E anche il Viareggio Calcio che sta cercando di rialzare la testa ripartendo dalla Seconda Categoria meriterebbe di finire la stagione magari festeggiando una promozione proprio nella sua casa come ha auspicato anche Marcello Lippi, il giorno della presentazione ufficiale della nuova società bianconera e della squadra all’hotel Principe di Piemonte.
Speranze che, vista la triste immagine che presenta lo stadio dei Pini in questo momento (la foto a fianco è stata scattata ieri pomeriggio) sembrano destinate a rimanere tristemente tali... —
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