Gioco
La Darsena piange il palombaro Tono, il mare era la sua vita
Era il padre dell'ex carrista Simone Politi
Viareggio. Se ne è andato nel giro di poche settimane, dopo un breve periodo di ricovero alle Barbantine. Ma fino a pochi mesi fa in tanti se lo ricordano ancora in giro per la Darsena, dove ha trascorso gran parte della sua vita. Giovedì, a 80 anni, è morto Antonio Politi, per tutti semplicemente “Tono”, personaggio fra i più conosciuti del mondo della cantieristica e del porto, ma con una parentesi importante anche nel Carnevale, visto che era il padre di Simone Politi, costruttore fra i più talentuosi nonché vincitore di due primi premi fra i carri grandi (il Ciampi-stregone di Abracadabra e il Berlusconi-ballerina de La repubblica della Banane).
Nato nel 1940, viareggino doc (anche se da molti anni abitava a Massarosa), la sua vita è stata legata a doppio filo con il mare. Da giovanissimo si è infatti arruolato nella Marina militare dove, di stanza a La Spezia, era un apprezzato incursore. Lasciata la divisa, ma non il mare, ha deciso di specializzarsi come saldatore palombaro nella realizzazione di piattaforme petrolifere ed ha lavorato per molti anni lontano dalla sua Viareggio, in particolar modo nel Golfo Persico ma anche in Italia (a Ravenna e San Benedetto del Tronto).
Poi, quando ha deciso di rientrare a Viareggio, è stato assunto dalla Sec dove ha ricoperto diverse mansioni. Ma, soprattutto, era uno dei tanti personaggi che popolano il porto. E, grazie alla sua competenza come palombaro, si prestava sempre e volentieri a dare una mano a quei pescatori che di volta in volta lo chiamavano per risolvere piccoli e grandi problemi a cui lui riusciva sempre a trovare una soluzione: da una rete rimasta agganciata all’elica fino a uno strumento incagliato sul fondale. «Era una di quelle persone che non ti diceva mai di no - racconta Amedeo Romani, suo grande amico - e tutti gli volevano un gran bene».
Carattere allegro, sempre pronto alla battuta, aveva trovato un ambiente congeniale anche nel mondo del Carnevale, dove era entrato come aiutante di famiglia del figlio Simone, a cui dava una mano nei lavori all’hangar.
Poi, una volta in pensione, si era ritirato insieme alla moglie Marina nella sua abitazione di Massarosa. E nel giardino aveva sistemato anfore e vecchi cimeli risalenti alla sua esperienza di palombaro, trasformando quell’angolo di verde in un posto unico e pieno di fascino.
Oltre alla moglie Marina e a Simone, lascia anche un secondo figlio, Patrizio, e gli adorati nipotini.
I funerali di Tono Politi si terranno oggi alle 15 nella chiesa di Capezzano. —
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