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Crisi Perini, ci sono nuovi pretendenti

Donatella Francesconi
Crisi Perini, ci sono nuovi pretendenti

Sanlorenzo ha formalizzato ieri in Tribunale la richiesta di procedura di comparazione e altri marchi si fanno avanti

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Donatella Francesconi

VIAREGGIO. Anche Sanlorenzo ha formalizzato al Tribunale di Lucca la richiesta di procedura di comparazione nella crisi Perini Navi, azienda della grande nautica a vela che nel maggio scorso ha presentato domanda di concordato in bianco, dopo che il consiglio di amministrazione della società nelle mani della famiglia Tabacchi aveva «valutato di intraprendere un percorso finalizzato alla ristrutturazione dell'indebitamento della società, auspicabilmente mediante un accordo ai sensi dell'articolo 182 bis della legge fallimentare, per salvaguardare l'operatività e la continuità aziendale».

A pochi giorni dall’accordo che lo stesso cda ha approvato con il Fondo di investimento Blue Skye, che nell’operazione porta anche gli americani di Arena Investors e che garantisce un maxi prestito da 30 milioni dietro condizioni di peso, non sono solo Ferretti Group e Sanlorenzo a dirsi interessati ad una acquisizioni di Perini Navi, scenario che il Tribunale di Lucca potrebbe aprire. Tanto che altri nomi si sono fatti avanti, belle ultime ore, per sondare il terreno di una situazione che a inizio settimana sembrava definita dall’accordo raggiunto con Blue Skye, ma che oggi sembra tutta in evoluzione verso l’udienza fallimentare fissata per il 26 gennaio al Tribunale di Lucca.

Talmente in evoluzione che è già convocato una nuova riunione del cda Perini navi per il 25, giorno prima dell’udienza. E la stessa proprietà Perini Navi (famiglia Tabacchi) porterà all’attenzione di quel cda il piano B da presentare al Tribunale in alternativa all’utilizzo dell’articolo 182 bis della legge fallimentare (Ristrutturazione del debito). Un piano B che prevederebbe il ricorso all’articolo 186 bis della stessa legge fallimentare.

Sullo sfondo dell’intero scenario il nodo dei nodi da sciogliere perché l’accordo con il Fondo di investimento convinca il Tribunale di Lucca, che ha tra le mani la richiesta di fallimento presentata dalla Procura di Lucca e quella di almeno un altro paio di creditori oltre quelli già liquidati nell’udienza del 12 gennaio scorso, appaia davvero solido: il via libera delle banche – Monte dei Paschi, Ifis e Banca Intesa – che avrebbero chiesto tre settimane di tempo per valutare in modo approfondito , come la situazione richiede visti i 26 milioni iniziali di debiti di Perini Navi nei confronti del sistema bancario, la soluzione scelta dalla famiglia Tabacchi per comporre la crisi Perini Navi.

Da qui la necessità dell’azienda di ottenere ancora tempo, tanto che i consulenti di Perini Navi ieri mattina si sono affacciati alle porte del Tribunale fallimentare, a Lucca. Una richiesta di ulteriore proroga era stato avanzata l’ultimo giorno del 2020 ed era stata respinta dallo stesso Tribunale.

Lunedì sarà, dunque, il giorno più convulso nella vicenda della crisi della grande azienda nautica, simbolo di Viareggio in tutto il mondo. E martedì la giornata che potrebbe rivelarsi davvero decisiva per il futuro dell’azienda fondata nel 1983 da Fabio Perini. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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