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La Fiom-Cgil: «Così non va perché restano gli esuberi»

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Viareggio. Crisi Perini Navi, ieri l’appuntamento con i sindacati, incontro che la Fiom-Cgil (regionale e provinciale), insieme alla Rsu aziendale ha definito «non soddisfacente». Perché «restano gli esuberi e una prospettiva non chiara per il futuro», così la nota diffusa. Che spiega: «Nel confronto con la direzione, sono stati confermati i nostri dubbi sulla tenuta nel tempo di un Piano di ristrutturazione del debito molto complesso, collocato in una fase di sostanziale fermo produttivo che va avanti da quasi un anno. Il Piano che attende il sostegno degli Istituti bancari prevede nel caso il Tribunale lo accogliesse integralmente, la possibilità di utilizzare da subito una parte delle risorse del Fondo Blue Skye per una ripartenza veloce. Diversamente i tempi potrebbero dilatarsi fino all’omologa, a fine marzo o inizio aprile. Questo nello scenario più ottimistico. Viceversa, e la cosa ci lascia particolarmente indisposti, è il permanere di almeno 20 esuberi di cui una buona parte individuati nelle aree della produzione, numeri da mettere in discussione la possibilità di realizzare i propositi di qualità e puntualità per le imbarcazioni in costruzione».

Durante l’incontro – sottolinea la Fiom – «la proprietà ha voluto rappresentare che le possibili alternative industriali circolate nei giorni scorsi, prevedevano l’ipotesi del concordato, e avrebbero prodotto 50 esuberi e la possibile vendita separata dei cantieri, ipotesi ancor peggiore di quella che il Fondo dice di voler garantire». Lo scenario, ad oggi, resta quello di una «operazione finanziaria che rischia di produrre incertezza e possibili speculazioni a breve e medio termine». —

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