Il dolore
Quella sicurezza cercata in una fede senza impegno
Il pensiero di Giovanni Santucci: «Tante persone preferiscono sentirsi rassicurate da riti e santoni, ma la vita richiede capacità di dedizione»
massa. I casi di santoni, anche in zona, non sono mancati negli ultimi anni. Certo, uno dei più clamorosi e non solo in Toscana, resta quello di Mamma Ebe, al secolo Gigliola Giorgini, la santona del San Baronto (a Quarrata, Pistoia) , che per decenni ha esercitato un potere spirituale e materiale sul suo folto gruppo di adepti, arrivando a spillare ai più abbienti centinaia di milioni (al tempo) di lire.
Con don Euro che per qualche giorno resta in secondo piano sale ora ai (dis) onori della cronaca Matteo Giovanelli, capace di circuire secondo la pm Alessandra Conforti almeno cinque donne facoltose e farsi consegnare due milioni di euro.
Perché c’è ancora chi si fa abbindolare da questi sedicenti padri spirituali? La domanda è quella che si fanno tutti, e la risposta del vescovo Giovanni Santucci è lineare: «È una domanda interessante che contiene già in sé la risposta».
«È il bisogno di cercare sicurezza a poco prezzo». Sicurezza spirituale? «Sì, ma la fede è una cosa seria», risponde il presule. «La fede non è una cosa di pratiche, di riti, come viene presentata. So che è la rappresentazione più semplice e immediata ma allontaniamoci dall’idea che ci avviciniamo a Dio solo partecipando a una messa. O che ritroviamo la Sua grazia andando in pellegrinaggio a Medjugorje. In tanti pensano: «Sono stato a Medjugorje. Ecco, ora sono pervaso dalla grazia divina e posso stare tranquillo. I miei problemi spariranno, le malattie – se ci sono – spariranno». Avere fede, afferma Santucci, è «un impegno serio. Credo sia necessario che la gente, anche quella che si professa cristiana, capisca che la fede è la vita. E la vita è impegnativa. C’è una voglia di sconti in giro. ..»
Vescovo, a dire la verità, queste donne la loro devozione al santone l’hanno pagata a caro prezzo: «L’aspetto economico è importante ma non determinante. Per loro era più importante sentire di fare parte di un progetto divino. Cercavano rassicurazioni. Io credo – ripete – che la ricerca della sicurezza non esista al di fuori dell’impegno e della dedizione che devono accompagnarci nell’arco della vita». —
T.G.
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