Attenzione
Bar e ristoranti chiedono di riaprire la sera
Appello al prefetto per tornare a lavorare a cena nei giorni gialli e a pranzo in quelli arancioni: «I nostri locali sono sicuri»
Matteo Tuccini
viareggio. È un pressing a tutto campo quello di bar e ristoranti per ottenere un alleggerimento delle norme anti-Covid. La categoria è esasperata dalle tante restrizioni, dai lunghi periodi di chiusura e dalla questione dei risarcimenti (alias ristori, parola che fa arrabbiare al solo pronunciarla) che vengono ritenuti insoddisfacenti rispetto alle perdite subite.
L’obiettivo dei pubblici esercizi, considerando un andamento dei contagi che sembra sotto controllo, è ottenere la riapertura serale nei giorni gialli e il via libera fino alle 18 in quelli arancioni. Una richiesta già presentata al governo e che sarà oggetto di una lettera-appello al prefetto di Lucca. Tra l’altro, bar e ristoranti possono far valere il fatto che nell’ultimo fine settimana in Versilia i controlli sembrano aver dato esito positivo sul rispetto delle regole.
Sul tema Confesercenti e Confcommercio hanno incontrato il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli ed il viceministro Alessia Morani. «I nostri rappresentanti nazionali hanno riportato al ministro la disperazione di migliaia di imprenditori del mondo della somministrazione e ristorazione – spiega il responsabile del sindacato di categoria Fiepet Confesercenti Toscana Nord, Adriano Rapaioli – che continuano ad essere messi in ginocchio dalle restrizioni ormai mirate solo sulla loro categoria. Abbiamo fatto presente con forza come gli stessi imprenditori, nonostante la crisi profonda dovuta alla pandemia, abbiano investito sui propri locali per garantire tutti i protocolli di sicurezza. Protocolli imposti dallo stesso governo e che non vengono presi in considerazione quando si decide poi di chiudere bar e ristoranti. Noi abbiamo sempre scelto il dialogo diretto con i nostri interlocutori, in questo caso il governo, portando ai tavoli fatti concreti e non solo grida scomposte. Per questo è stato presentato un pacchetto di proposte per implementare i protocolli sanitari, coinvolgendo anche il Comitato tecnico scientifico, con l’obiettivo di riprendere l’attività serale di ristorazione nelle zone gialle e dare la possibilità ai locali di restare aperti almeno sino alle 18 nelle zone arancioni».
«Nel 2020 – dice Rapaioli – il mondo della ristorazione è rimasto chiuso in media 160 giorni, mentre le imprese di catering e i locali di intrattenimento hanno di fatto perduto l’intero anno. In questo scenario – incalza il responsabile della Fiepet Confesercenti Toscana Nord – è essenziale rafforzare le misure economiche a sostegno del settore, a cominciare dal Decreto ristori-cinque, rivedendo i meccanismi di calcolo dei contributi a fondo perduto su base annua. E ancora esentare i pubblici esercizi dal pagamento dell’Imu 2021, prolungare gli ammortizzatori sociali fino al termine del periodo di crisi, intervenire sulle locazioni commerciali, prorogando di altri quattro mesi il credito d’imposta e incentivando i locatori a ridurre i canoni ed estendere a 15 anni il periodo di ammortamento anche dei prestiti fino a 800mila euro garantiti dal Fondo centrale di garanzia. Provvedimenti straordinari per far fronte a un’emergenza straordinaria, che rischia di far scomparire un settore che dà lavoro a 1,2 milioni di persone e rappresenta una componente essenziale della filiera agroalimentare e dell’offerta turistica del nostro Paese». —
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