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LUTTO 

La Versilia piange lo Chef Alessandro una malattia lo ha portato via a 52 anni

Luca Basile
La Versilia piange lo Chef Alessandro una malattia lo ha portato via a 52 anni

Aveva lavorato in molti dei ristoranti più importanti prima di aprirne uno tutto suo, il Coquus a Querceta

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Luca Basile

PIETRASANTA. Quando, due anni fa, varcammo la soglia del nuovo tempio culinario di Alessandro Filomena, il Coquus in terra di Querceta, la percezione fu quella di avere davanti un uomo felice in ideale simbiosi con la sua passione nel creare pietanze. Quella felicità che Filomena, lo Chef, ha potuto purtroppo assaporare solo per un tempo infinitamente ingiusto: un male, subdolo e aggressivo, lo ha portato via dai suoi affetti e dalla sua vita due notti fa, a soli 52 anni. E allora tornano in mente le parole sussurrate da questo cuore lombardo - era nato a Cantù -, ma inebriato dalla Versilia tanto da scegliersela come casa dell’anima e professionale.

«Cercavo un posto dove accogliere coppie di giovani e gruppi di amici e famiglie, abbinando qualità e prezzo. Con un giardino così, poi, si possono immaginare chissà quante cose belle da fare. Ecco, questo posto, finalmente, l’ho trovato» raccontava sempre alla vigilia del vernissage del Coquus Filomena accompagnato da quel sorriso, gentile, lieve e mai ostentato, che incorniciava il suo quotidiano.

Filomena, che con la moglie Caterina e i figli Samuele e Elisa abitava nei pressi della Pieve di Valdicastello, aveva deciso di ancorare la sua vita in Versilia dopo anni di dura e allo stesso tempo inebriante gavetta sulle navi da crociera, educato al buon mangiare dalla scuola di Sergio Malfatti. In pochi anni, Filomena lo Chef, diventa così uno dei grandi della cucina versiliese e non solo: l’Osteria del Mare e il Bistrot, l'hotel Principe e poi l’approdo al Franco Mare di Tonfano dove con la famiglia Stefanini arriva a ottenere le due forchette Michelin: viatico e significativo contributo alla stella tanto ambita portata in dote nei mesi scorsi da Alessandro Ferrarini, per anni il suo secondo.

Un sublime conoscitore dell’arte culinaria, Filomena, uno Chef di straordinario impatto in ogni ambiente in cui ha lavorato supportato da un gruppo di professionisti dei fornelli che ha contributo a fare crescere e conoscere. Ma la cucina era solo una parte, sia pure molto importante, dei suoi giorni: la famiglia, gli amici di sempre. i viaggi, il cinema, la curiosità che porta alla conoscenza. Un buono, Filomena, sempre pronto a prendersi le proprie responsabilità, a proteggere il suo gruppo, a investire ogni risorsa umana nei suoi sogni pur con i piedi saldamente ben piantati per terra.

L’approdo, da sempre immaginato e voluto, in un ristorante tutto suo, dove mettere finalmente in pratica la sostanza delle sue idee in cucina, raffinate e gaudenti al palato, è pero, come detto, durato come un’instantanea sfuocata. La malattia lo aveva sfinito nel fisico, nel quotidiano, ma non nella speranza di potere ricominciare, di ripartire: come e dove sarebbero state decisioni da rivalutare con calma.

Agli amici - tanti quelli che hanno scritto e ricordato momenti e foto nella giornata di ieri sui social con parole sincere e toccanti - consegnava speranze, quelle che però la malattia ha cancellato. Restano allora le sue risate, il suo ironizzare, il suo cuore per gli affetti di una vita, l’unicità di una cucina che ha fatto scuola. Resta, soprattutto, il vuoto intorno a chi gli ha voluto bene. Perché Alessandro Filomena tutto questo bene se lo è conquistato con la sua straordinaria empatia, con i suoi sorrisi veri.

I funerali dello Chef Alessandro sono fissati per oggi alle 15.30, in Duomo. —

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