Il dolore
Crisi Perini, la Regione: «Fare presto e bene»
Ieri pomeriggio l’azienda ha riunito il consiglio di amministrazione intorno all’offerta del Fondo Blue Skye
Donatella Francesconi
viareggio. L’obiettivo è uno solo – evitare il fallimento – ed è corsa contro il calendario che porta dritti al 26 gennaio, data dell’udienza fallimentare per Perini Navi, davanti al Tribuna di Lucca. Tribunale al quale la famiglia Tabacchi, i suoi manager, i suoi consulenti, devono essere in grado di presentare una soluzione che, prima di tutto, regga sul fronte dei conti: quelli passati da risanare e quelli futuri da garantire, visto che l’azienda della grande nautica è ormai ferma da quasi un anno, avendo presentato richiesta di concordato in bianco nel maggio 2020. Nel tardo pomeriggio di ieri è tornata a intervenire la Regione Toscana, proprio mentre dal fronte aziendale trapelava la notizia di un consiglio di amministrazione convocato intorno alla proposta del Fondo di investimento Blue Skye che ha rafforzato la propria offerta economica, proponendo un prestito da 30 milioni contro i 26 precedentemente disponibili. Valerio Fabiani, consigliere regionale delegato alle crisi aziendali, ha rivolto «un appello a fare presto e bene». Perché, aggiunge Fabiani, «bisogna mettere in sicurezza il pacchetto degli elementi necessari all’accordo, salvaguardando le commesse, la continuità aziendale e la sopravvivenza dell’indotto», mantenendo «massima attenzione ai posti di lavoro». Non solo quelli diretti dei dipendenti Perini Navi, ricorda l’intervento della Regione. Perché «in testa alle preoccupazioni c’è anche la sopravvivenza di imprese e professionalità che negli ultimi decenni sono cresciute intorno a Perini, contribuendo a creare un polo di attrazione internazionale per la nautica a vela di lusso a Viareggio, dove forte è il tessuto di maestranze e artigiani che hanno fatto la storia della marineria fin dalla seconda metà dell’Ottocento».
Un intervento, quello di Fabiani, arrivato mentre per tutta la giornata di ieri sono circolate indiscrezioni su un’ipotesi di soluzione della crisi Perini Navi frazionata su diversi piani: il cantiere viareggino nelle mani di Blue Skye, al 55 per cento, della famiglia Tabacchi, al 45 per cento, e dell’attuale amministratore delegato e presidente, Lamberto Tacoli, al 5 per cento; il sito produttivo di La Spezia venduto ad uno dei nomi che fanno grande la nautica italiana; il cantiere in Turchia acquistato da un imprenditore locale che già si sarebbe fatto avanti.
Fuori gioco, dunque – in questo scenario – qualsiasi soluzione di tipo industriale: né attraverso un accordo con Sanlorenzo che si è fatto avanti fin dall’inizio della crisi Perini Navi, nel maggio scorso, e tantomeno con la valutazione di un possibile interessamento di altri grandi marchi come, ad esempio, Ferretti Group. Che da tempo aveva reso noto,previe verifiche dei conti, un proprio interesse nei confronti dell’azienda che è simbolo di Viareggio nel mondo, con i suoi velieri. —
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