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Regione e Viareggio bisticciano fermo il piano per il mare pulito

Cesare Bonifazi
Regione e Viareggio bisticciano fermo il piano per il mare pulito

Il Comune chiede la convocazione della riunione ma da Firenze rispondono che prima deve essere pronto il progetto. No comment dell’assessore Monni

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Cesare Bonifazi

Viareggio. «La Regione ha sempre convocato il tavolo e ci aspettiamo che lo faccia presto di nuovo», dicono da Viareggio. «Noi non dobbiamo convocare niente, spetta all’amministrazione comunale fare il progetto che noi finanziamo», rispondono invece dal palazzo del Pegaso. Più che una presa di responsabilità su un problema reale, quella sui tubi salva-mare sembra uno scaricabarile reciproco in cui a farne i conti è proprio la Versilia.

La posizione di Viareggio non arriva direttamente dall’assessore all’Ambiente Federico Pierucci. Dallo staff dell’amministrazione viene fatto sapere che la situazione è rimasta invariata da tempo e che si attende che la neoinsediata giunta regionale riprenda le fila del discorso lasciato indietro ormai da mesi. C’è dunque da definire la questione in termini specifici ma il progetto è lontano da essere pronto.

Da Firenze la situazione è in stallo. L’assessora Monia Monni invece comunica tramite la sua segreteria che non ha «intenzione di lasciare dichiarazioni pubbliche sul tema» e che spetta invece a Viareggio presentare il progetto per i cosiddetti spandenti a mare.

Se queste sono le premesse che si riescono a raccogliere pubblicamente, la situazione sembra destinata a rimanere in stallo per un bel po’. Intanto si continua a parlare degli spandenti a mare come di un progetto essenziale e prioritario, come ha fatto l’amministrazione comunale di Camaiore che in questo contesto sta a guardare perché il proprio contributo è prettamente economico. Secondo gli accordi infatti la costruzione dei tubi sulla Fossa dell’Abate che portano lontano dalla riva i liquami per scongiurare i divieti di balneazione costeranno 400mila euro: la Regione deve contribuire con 200mila euro, l’altra metà viene divisa appunto tra Camaiore e Viareggio che è anche ente attuatore. L’opera doveva essere pronta inizialmente a fine del 2019, poi tutto fu rimandato al 2020 ma, causa incomprensioni burocratiche e lockdown, tutto è slittato e l’ultima riunione di cui si ha memoria risale all’estate.

Nei giorni scorsi il Tirreno aveva raccolto l’appello del presidente dei balneari lidesi Marco Daddio che aveva fatto appello al senso di responsabilità degli enti affinché si prendesse in mano la situazione. La politica insomma è chiamata nei prossimi mesi a riprendere le fila del discorso e a farlo in maniera celere affinché almeno parte della prossima stagione balneare e turistica possa usufruire di quest’opera. Gli enti dunque, al di là degli annunci sulla stampa, tengano fede alla parola data ai cittadini e ai tanti imprenditori che sperano nell’estate per rialzarsi da una crisi economica senza precedenti. —

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