Sicurezza
Ospedale pronto alla terza ondata: «Stringiamo i denti, non siamo fuori»
Piano per essere più forti e preparati a un altro picco. Il direttore Corsini: «Ora situazione stabile, i prossimi giorni decisivi»
Viareggio. Se arriverà una terza ondata del coronavirus, come previsto un po’ da tutti, l’ospedale Versilia sarà ancora più forte e preparato. Lo assicurano il direttore dell’ospedale Giacomo Corsini e il primario Vincenzo Panichi, responsabile dell’Area medica. Per quanto duramente provata dalla pandemia, la squadra del Versilia sta approfittando di questi giorni di stabilità – anche se i malati Covid continuano ad arrivare – per attrezzarsi ancora meglio rispetto al primo e al secondo picco di contagi. Il rischio che possa essercene un altro, come paventato anche dal ministro della Salute Roberto Speranza, c’è: Speranza parla di una nuova forte tempesta e dei mesi più duri della pandemia. Ecco perché anche dal Versilia si lancia un nuovo appello alla cittadinanza: bisogna stringere i denti, fino all’estate non potremo considerarci fuori da questo tunnel. «Adesso la situazione è sotto controllo – dice il direttore Corsini – ma i prossimi giorni saranno decisivi per capire se i cenoni di Natale e Capodanno hanno avuto conseguenze infauste».
le vaccinazioni
Uno dei punti principali del piano di rafforzamento riguarda le vaccinazioni anti-Covid. Alle 17 di ieri le dosi somministrate in ospedale erano 1.567: in pratica quasi tutto il personale del Versilia sta per essere coperto almeno con la prima dose. «Stiamo cercando di velocizzare il più possibile la procedura, tenendo conto della disponibilità dei vaccini – dice il direttore Corsini – Tra l’altro cominciamo a ricevere anche il Moderna, oltre allo Pfizer. Il 22 inizieremo con le somministrazioni della seconda dose, che dopo una settimana garantisce l’efficacia massima della protezione dal virus. Contiamo di ottenere questo importante scudo per tutto il nostro personale ospedaliero tra la fine del mese e l’inizio di febbraio». A quel punto, anche se i contagi aumenteranno, non potranno esserci le defezioni dei casi positivi che si registrano anche tra i reparti. «Abbiamo colleghi che sono stati infettati e che stanno male, anche in questi giorni – dice il primario Panichi – con la vaccinazione tutto questo non avverrà più. Al netto del logorio fisico e mentale per i tanti mesi di emergenza già alle spalle, i nostri reparti potranno lavorare con la piena disponibilità delle forze in campo. È un aspetto che sarà fondamentale, soprattutto in caso di un rialzo dei contagi».
i lavori nei reparti
L’ospedale Versilia, afferma il direttore Corsini, continua a migliorarsi anche dal punto di vista strutturale per essere preparato al peggio. «Negli ultimi giorni – spiega – siamo intervenuti per realizzare spazi a pressione negativa (che permettono di ricoverare i malati positivi al Covid senza che l’aria si diffonda negli altri reparti, rischiando di estendere il contagio, ndr) in Ostetricia e in Pediatria. Altri interventi sono stati eseguiti in Pronto soccorso, così come abbiamo realizzato adeguamenti in Terapia intensiva e nell’ex Traumatologia, il reparto Covid di media-alta intensità». La capienza di letti per malati positivi al virus, oggi, è ampiamente sottoutilizzata: «Al momento abbiamo liberi il 60% di posti letto Covid – rivela Panichi – Anche la pressione sulla Terapia intensiva, che è uno dei parametri considerati fondamentali per monitorare l’andamento della pandemia, è sotto controllo. Questa situazione ci permette di aumentare l’attività per i pazienti negativi al virus, anche in termini di posti letto». E se i ricoverati dovessero tornare a salire? Dal Versilia assicurano: l’elasticità nell’aprire nuovi letti Covid messa in mostra nei mesi scorsi sarà ripetuta.
il supporto esterno
Nel caso malaugurato che la terza ondata si rivelasse peggiore della prima e della seconda, ci sarà quella che gli inglesi chiamano “escape valve”, cioè valvola di sfogo. «Oltre agli altri ospedali dell’Asl, che già ci davano supporto nelle fasi precedenti della pandemia – spiega Corsini – un eventuale sovraccarico dell’ospedale in termini di ricoverati potrà contare sulle nuove strutture realizzate a Lucca e Prato. Grazie a questi spazi messi a disposizione dalla Regione, potremo gestire un incremento ancora maggiore di pazienti bisognosi di ricovero». Un ulteriore paracadute che nessuno vorrebbe vedersi costretto ad aprire. «C’è stanchezza tra il personale – conclude Corsini – A loro non posso che rinnovare il mio ringraziamento per quanto stanno facendo. A tutti i versiliesi garantisco che, compatibilmente con l’arrivo dei vaccini, faremo di tutto per mettere al sicuro prima possibile le persone più deboli». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
