Gioco
«Il contagio continuerà almeno fino all’estate»
Il responsabile dell’Igiene pubblica dell’Asl spiega l’andamento dell’epidemia che ha segnato alla metà di ottobre la ripartenza con gli sviluppi attuali
Cesare Bonifazi
Viareggio. Non ha dubbi il dottor Franco Barghini, responsabile dell’Igiene pubblica dell’Asl: «Siamo ancora nel pieno della seconda ondata. Una terza non è detto che arrivi perché potremmo avere tutta una lunga fase di contagio fino all’estate».
Il motivo di questa posizione è semplice: durante quella che abbiamo definito “prima ondata” abbiamo avuto il lockdown che ha interrotto il propagarsi del virus: «I virus non hanno mai fretta - dice - il distanziamento rigido di primavera ha fatto in modo che i nuovi casi si siano ridotti in maniera consistente, poi però c’è stata l’estate in cui la circolazione del virus è aumentata. L’epidemia, che non si è mai fermata, è ripartita in maniera consistente intorno alla metà di ottobre (come è possibile vedere dal grafico sopra dove viene illustrato l’andamento del contagio dal primo di ottobre a ieri, ndr)».
Tuttavia è necessario fare una precisazione: «Non si tratta di ondate epidemiche fisiologiche - spiega Barghini - per fisiologiche intendo che il virus se ne va e ritorna in maniera naturale. Per esempio nell’epidemia del 1918 ci sono state tre ondate ma non ci sono stati lockdown per fermarla. Questa è la prima epidemia dell’età moderna in cui ci sono stati fenomeni di contenimento». In un certo senso, quindi, con il lockdown e il distanziamento abbiamo preso tempo: «Abbiamo alleggerito la pressione sugli ospedali e siamo riusciti ad avere terapie idonee e i vaccini. Quello che questa seconda fase del contagio ci ha insegnato è che non avevamo preso in considerazione una grande fascia della popolazione, ovvero coloro che erano asintomatici o paucisintomatici, ovvero con pochi sintomi. Abbiamo dovuto osservare questo fenomeno: mai prima avevamo dovuto fare attenzione a questi elementi secondari. Per questo da settembre abbiamo condotto un tracciamento diverso cercando anche persone con sintomi lievi. Ci sono stati molti più contagi semplicemente perché abbiamo fatto più tamponi mirati in base a criteri epidemiologici più precisi. A più tamponi corrispondono più casi positivi». Questo è l’elemento chiave per capire come mai quella che chiamiamo seconda ondata è stata più virulenta.
«Poiché il virus ha avuto una maggiore diffusione - continua Barghini - ci sono stati più ricoveri, la maggior parte dei quali sono stati dimessi, ma anche più casi gravi che hanno portato anche a un numero maggiore di decessi. Dobbiamo capire che un virus non si ferma: questa fase della pandemia era largamente prevedibile. Quando da noi il livello di guardia era più basso, il mondo continuava a bruciare, oensare che il virus non potesse rientrare nel nostro Paese era ridicolo».
Probabilmente non ci sarà una terza ondata, ma non per questo è una buona notizia: «Semplicemente continuerà questa seconda almeno fino all’estate o comunque fino a che non ci sarà una copertura elevata di immunizzazione, anche con i vaccini. Non è un dramma pensare che avremo a che fare con il virus per anni: passata la fase pandemica ci potrà essere un andamento epidemico, un po’ come accade con l’influenza». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google