Il Tirreno

Versilia

Corchia: dovremo puntare ancora solo sui turisti italiani

Angelo Petri

Il presidente degli albergatori del Forte fa il punto sulle prospettive dell’anno 

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L’analisi

Alberghi aperti al Forte se non proprio a Pasqua, almeno a maggio. È la speranza degli albergatori fortemarmini, espressa da Paolo Corchia, presidente degli albergatori ed esponente nazionale di Federalberghi. La crisi del settore turistico certificata dal direttore di Toscana Promozione Francesco Palumbo allunga infatti i suoi artigli anche sulla costa, in particolare quella versiliese.

«Tutte le valutazioni fatte da Toscana Promozione sono preoccupazioni che condividiamo - dice Corchia - e confermano un dato inequivocabile e cioè che dovremo ragionare ancora un po’ in termini esclusivamente di clientela italiana, consolidando quella riscoperta della vacanza in Versilia, e al Forte in particolare, emersa l’estate scorsa, anche perché guardare agli europei è un azzardo se non arriveranno le vaccinazioni di massa. Oggi sappiamo pochissimo come stanno affrontando l’epidemia il mondo arabo, Libano, Russia, mercati che ci interessano direttamente. E non sono meno le incertezze a livello europeo come in Germania, per non parlare dell’Inghilterra che è in una situazione che oserei dire disperata. Quindi l’unica strada percorribile, almeno per noi, è quella che punta al turismo di prossimità. E se anche ci sarà possibilità di fare promozione all’estero andrà vista in chiave futura, più per il 2022 che per quest’anno. Infatti i voli aerei, primo motore di questi flussi internazionali, anche se riprenderanno non so se garantiranno collegamenti stabili con i mercati che ci interessano. Pisa è ferma e di sicuro si andrà verso un patentino per chi vorrà volare in sicurezza. Su questo tema peraltro – prosegue Corchia - martedì avremo un confronto come Federalberghi con Toscana Promozione proprio per valutare la situazione, vedere anche che tipo di promozione potrà essere fatta e se legarla al turismo nazionale. Cercheremo però di vedere che cosa fare in prospettiva nel 2022 quando ci si augura una ripresa vera».

In questo quadro, mentre le città d’arte stanno subendo più di tutti la pandemia, cosa si prospetta per le località balneari? «Sembrerà assurdo ma cominciano ad arrivare ai nostri alberghi le prenotazioni e qualcosa arriva perfino dall’Europa - prosegue Corchia - ma bisogna tenere a freno gli entusiasmi, perché anche un anno fa, nella prima fase del lockdown, le prenotazioni fioccarono con il loro carico di speranza, salvo poi arrivare a marzo e aprile quando cominciarono le disdette massive. Quest’anno conterà molto a primavera capire quali e quante possibilità di muoversi verranno date e da quando. La speranza è che si possa arrivare alle soglie dell’estate con un buon numero di vaccinati. Comunque, va anche segnalato come il settore dei gruppi, che da noi operano soprattutto a maggio e settembre sia invece assolutamente fermo». Insomma Forte dei Marmi non perde appeal anche perché «è vista come luogo sicuro».

Per quanto riguarda le prime aperture, Corchia conclude così: «Siamo ancora troppo legati all’incertezza ed è facile che la Pasqua salti, ma l’auspicio è di poter lavorare un po’ più a lungo del 2020, magari già a maggio». —

Angelo Petri

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