Gioco
Al palo i lavori alla Fossa dell’Abate Rischiano di saltare anche nel 2021
Rimpalli, burocrazia e politica fanno ritardare i cantieri per i tubi salva-mare Daddio (Balneari): «Gli enti abbiano responsabilità e salvino il turismo»
Cesare Bonifazi
Lido di Camaiore. Anche per quest’anno niente spandenti a mare. In oltre due anni la politica non è riuscita a posare la prima pietra per una delle opere più attese sul tema della balneazione. Per il momento pare che sia tutto in stallo, nessuna riunione, nessuna gara, nessun appalto. Niente di niente da mesi. A essere interessati sono prevalentemente gli imprenditori a cavallo tra Viareggio e Lido di Camaiore: i tubi salva-mare che portano i liquami lontano dalla riva della Fossa dell’Abate infatti dovevano essere installati già lo scorso anno. Intanto il tempo passa e per gli operatori economici del turismo si prospetta un’altra stagione balneare in bilico, con una spada di Damocle dei divieti di balneazione sulla testa.
La colpa non è certo loro che sono i primi a soffrire i danni del mare sporco, ma neanche i cittadini, pur se una parte ancora deve mettersi in regola con gli scarichi della fognatura nera.
«Per noi è poco importante attribuire colpe o responsabilità – dice perentorio il presidente degli imprenditori balneari lidesi, Marco Daddio – chi deve realizzare l’opera prenda in mano la situazione e la faccia il prima possibile. La pandemia ha già fatto i suoi danni, non solo a chi ha uno stabilimento ma a tutta la filiera del turismo, compresi alberghi e ristoranti. Se un problema può essere risolto, che venga fatto alla svelta. La stagione che affronteremo quest’anno sarà difficile perché ci sono molte variabili in ballo: il nodo delle concessioni, i flussi turistici, le ondate del contagio. Almeno sul mare, non ci siano incertezze».
Il progetto originario è della Regione che ha stanziato fondi nel 2020 per 200mila euro, l’ente attuatore del progetto è il Comune di Viareggio che contribuisce anche per 100mila euro alla spesa, mentre il Comune di Camaiore deve solo dare la sua quota di 100mila euro.
Quando si parla di spandenti ci si riferisce ai tuboni che devono portare le acque della Fossa dell’Abate lontano dalla spiaggia. Ogni volta che piove infatti dal corso d’acqua arriva acqua sporca di batteri fecali che impongono alle amministrazioni di decretare i divieti di balneazione. Si tratta a dire il vero di una soluzione tampone: il vero problema lo deve risolvere il gestore Gaia che è incaricato di effettuare i lavori sulla rete della fognatura e potenziare l’arsenale di depurazione nell’area apuana e versiliese. Se dunque da una parte la società dell’acqua assicura di aver portato avanti tutti i progetti previsti e di essere in linea con le scadenze, il tavolo non può dire lo stesso riguardo agli spandenti che avrebbero dovuti essere pronti per la scorsa stagione balneare.
Sulla questione, a ritroso, le varie amministrazioni puntano il dito sull’altra. Camaiore spiega che «resta attesa. Per il Comune, si tratta di una priorità. Nel momento in cui l’ente capofila avrà avviato la procedura, l’importo sarà immediatamente finanziato con risorse previste, che peraltro già erano state oggetto di finanziamento nei bilanci 2019 e 2020 (poi inutilizzate per mancata partenza dell’investimento)».
Per il Comune di Viareggio, ente attuatore, la situazione sarebbe più complessa. Se in passato infatti l’assessore Federico Pierucci aveva posto problemi alla Regione sia, principalmente, riguardo alla clausola per cui, in caso di ritardi, il costo completo dell’opera sarebbe ricaduto sull’ente attuatore, sia sull’effettiva efficacia del progetto. Problemi che sembravano superati il giugno scorso ma dall’amministrazione fanno sapere che la situazione è in stallo perché la Regione non avrebbe convocato il tavolo per definire gli ultimi dettagli.
Dalla Regione, malgrado la neo-assessora all’Ambiente Monia Monni non risponda direttamente, si fa sapere che spetterebbe all’ente attuatore «predisporre il progetto al quale segue il finanziamento già stanziato nel 2020, non utilizzato ma riconfermato anche per quest’anno».
Insomma il rimpallo tra gli enti è totale ma a farne i conti è principalmente chi con il mare ci lavora. E al momento di risposte certe non ce ne sono. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google