Sicurezza
Presìdi a Roma e Pisa e raccolte di firme
viareggio. Presidio dell’Unione sindacale di basa (Usb) ieri, a Roma, davanti alla sede del Consiglio superiore della magistratura. Tanti gli interventi intorno al lungo striscione con su scritto “Strage di Viareggio omicidio sul lavoro”. Non è l’unica iniziativa in tutta Italia dopo il verdetto della Corte di Cassazione, quarta sezione penale, i cui giudici non hanno riconosciuto l’aggravante dell’infortunio sul lavoro nel disastro ferroviario di Viareggio. Ieri mattina ancora esponenti del’Usb hanno organizzato un presiio davanti alla stazione di Pisa. «Con la sentenza sulla strage di Viareggio – così la posizione di Usb – la Cassazione ha affermato che la responsabilità delle imprese produttive in Italia non è perseguibile per eventuali danni provocati alla cittadinanza tutta, nell’esercizio della stessa impresa». Lo stesso sindacato autonomo, ieri mattina, ha manifestato alla stazione di Pisa. Il 15 gennaio, invece, dalle 16 alle 18, a Firenze di fronte alla Prefettura, si terrà un presidio promosso da “Assemblea ogni giorno 1° Maggio” e dalle realtà sindacali e di movimento del fiorentino.
Sulla piattaforma “change.org” è stata lanciata la raccolta di firme da inviare al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per chiedere l’annullamento della sentenza dell’8 gennaio. Su Facebook , invece, c’è l’iniziativa “Non in mio nome” promossa da Grazia Romoli: «Quando viene letta una sentenza inizia con “in nome del popolo italiano”, ciò significa che veniamo nominati tutti. La sentenza della Cassazione che prescrive l'omicidio colposo per tutti gli imputati della strage di Viareggio non è “in nome di”» e seguono i primi firmatari. —
D.F.
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