Sicurezza
Il prete che prima delle elezioni non aveva remore a schierarsi
Era uomo della parola in simbiosi col fare, che aiutava tutti in silenzio e che sapeva anche addentrarsi nei meandri della politica cittadina
IL RITRATTO
A Danilo D’Angiolo, Monsignore per certificazione della Curia, Din Don Dan per etichetta popolare, retorica e luoghi comuni piacevano zero. E mai avrebbe voluto essere ricordato con parole di circostanza: perché era uomo della parola in simbiosi col fare. Un religioso che ha vissuto il suo ruolo non solo fra i parrocchiani di Pietrasanta - per decenni quelli dei Macelli e dell’Africa e poi fra Capriglia e Capezzano Monte - ma anche addentrandosi nei meandri della politica cittadina. Il suo pronunciarsi a favore del candidato sindaco di turno era un classico che ogni cinque anni si riproponeva. Il suo sostegno ostentato a Manrico Nicolai prima a Massimo Mallegni poi, a Domenico Lombardi e Rossano Forassiepi ancora dopo, non era il falò delle vanità del religioso voglioso di ritagliarsi visibilità. Macché: Monsignor D’Angiolo interpretava gli umori della gente, sapeva ascoltare e consigliare e perciò la sua chiesa era approdo obbligato di tutti o quasi i politici alla vigilia delle elezioni.
Per questo e non solo per questo Don Danilo era uomo divisivo: molti lo amavano e non pochissimi lo contestavano. In fondo litigare con lui era quasi fisiologico. Come poi tornare subito dopo a colloquiare in serenità. Perché era uomo di profonda conoscenza della mente umana, molto intelligente e di grande cultura. Ma la sua persona è stata soprattutto altro: negli anni abbiamo conosciuto tante famiglie riuscite a trovare una via di uscita dalla disperazione - non solo col supporto morale ma anche con aiuti economici - grazie a Don Danilo, alla sua capacità di muoversi nel silenzio. Era un religioso, che altro doveva fare, si potrebbe obiettare; già, ma non tutti i religiosi lo fanno. Di certo il suo approccio talvolta ruvido, il suo schierarsi lastricava di mugugni il quotidiano di una parte della comunità. E anche nell’ambiente ecclesiastico il suo essere poco diplomatico, ma anche riferimento per la gente, fu causa di scontri. È il prezzo che si paga a vivere, senza facili consensi, fra la gente. Per questo e non solo per questo la sua persona oggi ha un ruolo di rilievo nella memoria di ognuno di noi. —
Luca Basile
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