Il Tirreno

Versilia

la mozione 

Il consiglio regionale a fianco dei familiari delle vittime

D.F.

Voto unanime ieri pomeriggio sul documento relativo al verdetto pronunciato dalla Corte di Cassazione: «Avanti per la verità» 

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viareggio. Una mozione approvata all’unanimità in consiglio regionale per impegnare la Giunta del presidente Eugenio Giani a «continuare il lavoro intrapreso in questi anni al fianco delle associazioni e dei familiari delle vittime della strage ferroviaria di Viareggio, sostenendo le loro azioni volte all'accertamento della verità».

Tra gli interventi quelli dei consiglieri Elisa Montemagni (Lega), Mario Puppa (Pd), Vittorio Fantozzi (Fratelli d’Italia) e Silvia Noferi. (5Stelle).

Il consiglio regionale ha espresso anche «piena solidarietà e profonda vicinanza ai familiari delle vittime e all’intera comunità cittadina di Viareggio, anche alla luce delle reazioni seguite alla sentenza della Cassazione, per come sinteticamente riportata in narrativa».

«Nella mozione», spiega il capogruppo della Lega Elisa Montemagni (che della mozione era una dei firmatari tra i quali anche l’ex assessore ai trasporti Vincenzo Ceccarelli, primo firmatario insieme ad un ampio numero di consiglieri, compreso il presidente del consiglio regionale, Antonio Mazzeo), «abbiamo voluto ricordare i nomi di tutti coloro che hanno perso la vita a causa di quella notte, esprimere ancora una volta una fattiva vicinanza ai familiari delle vittime e alla città di Viareggio, ma anche impegnare la Regione sul piano della prescrizione, inaccettabile in un Paese civile, per reati di questa gravità, e di continuare a rimanere a fianco delle associazioni dei familiari fino a quando sarà necessario. La sentenza di Cassazione non ha fatto bene ai toscani».

Particolarmente toccante l’intervento di Noferi: «La nostra casa di famiglia era tra due andate distrutte. Stefania, Manuela, Elena, erano le mie vicine di casa», così la consigliera 5Stelle ricordando Stefania Maccioni, Manuela Milazzo e Elena Iacopini, tutte vittime del disastro ferroviario insieme ai loro familiari. «Ero da un’altra parte, quella sera», ha ricordato a consigliera, «e avremmo potuto esserci anche io e mia figlia tra le vittime, quella notte. È stato un giorno brutto, l’8 gennaio. È stata una grande delusione la sentenza, perché le Istituzioni hanno mancato neo confronti di chi non è stato tutelato. Quei 32 morti sono morti due volte: la prima grazie all’incuria e alla leggerezza di chi doveva fare delle manutenzioni; e la seconda per chi non gli ha reso giustizia».

Ad illustrare la mozione è stato il lucchese Puppa (Partito democratico) che ha dichiarato: «Andare avanti fino all’accertamento della verità». —

D.F.

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