Blocchi e detriti di marmo lasciati nell’alveo del torrente
Dopo i controlli dei carabinieri forestali a cava Tombaccio ad Arni, il Parco ha pubblicato un’ordinanza di sospensione dell’attività nel corso d’acqua
stazzema. Blocchi interi e detriti lasciati «seppure temporaneamente» nell’alveo del torrente, insieme ai mezzi utilizzati per la frantumazione del marmo. È quanto messo a verbale lo scorso dicembre dai carabinieri forestale di Pietrasanta, dopo i sopralluoghi fatti nei mesi precedenti a Cava Tombaccio, nella frazione di Arni (Stazzema). Il torrente “occupato” è la Turrite Secca, un capolavoro della natura dove si trovano marmitte dei giganti, dei grandi cilindri in pietra probabilmente risalenti al periodo di Wurm, ovvero all’ultima fase dell’era glaciale. Per la sicurezza idraulica di quel torrente è nato anche un comitato d’altra parte delle Apuane, a Castelnuovo Garfagnana.
Secondo i militari nella cava di Arni venivano eseguite attività «in difformità alle autorizzazioni rilasciate». In particolare «diversi blocchi lapidei e parte dei detriti prodotti dalla attività estrattiva sono stati costantemente depositati, seppur temporaneamente, all’interno dell’alveo del torrente Turrite Secca». I mezzi utilizzati per la frantumazione e per la movimentazione del materiale, poi, «sono stati posizionati ed hanno lavorato all’interno dell’alveo del torrente». Inoltre «non è stata realizzata l’arginatura del torrente, come prevista nel progetto» e «non è stata realizzata l’area di deposito temporaneo dei detriti di lavorazione, come prevista nel progetto».
Il Parco delle Alpi Apuane ha pubblicato quindi un’ordinanza per la sospensione «immediata di ogni attività di sversamento, lavorazione e movimentazione di blocchi e di materiale detritico all’interno dell’alveo del torrente», la «riduzione in pristino, la risistemazione e l’eventuale ricostruzione dell’assetto morfologico ed idrogeologico e delle specie vegetali ed animali» e la «realizzazione dell’arginatura del torrente dell’area di deposito temporaneo dei detriti di lavorazione, come previste nel progetto». —
M.C.
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