Attenzione
Addio a monsignor Danilo D’Angiolo
Colpito da un malore mentre era alla guida dell’auto con cui stava tornando a casa da Pisa. Aveva 84 anni
PIETRASANTA. L’ultima sua omelia l’aveva celebrata lunedì, nella pieve di Valdicastello per ricordare il maestro Enzo Pasquini, direttore della Filarmonica di Capezzano Monte. Con i suoi 84 anni, monsignor Danilo D’Angiolo era ancora una persona attivissima. «Un prete sul campo, che faceva il pastore fra i parrocchiani», come lo ha descritto il nipote Giuliano D’Angiolo. Ieri mattina stava tornando dagli uffici della diocesi di Pisa, dove aveva ancora un incarico. Era da solo in auto, quando all’altezza dell’ospedale Versilia, sull’Aurelia, ha accusato un malore. Ha fatto in tempo ad accostare, ma il suo cuore non ha retto a un infarto fulminante.
Don Danilo - il titolo onorifico di monsignore lo aveva conquistato sul campo - era nato ad Azzano, nel 1936. Era fratello di Vando, Cavaliere del lavoro e patron della Campolonghi, scomparso nel dicembre 2019. Era rimasto orfano di padre da bambino con un’infanzia difficile per le condizioni economiche precarie della famiglia. Molto legato alla madre Mite Giannetti che l’aveva seguito anche a Uliveto Terme (dove fu parroco per 14 anni) prima del ritorno in Versilia. Col fratello aveva contribuito alla costruzione della chiesa del Santissimo Sacramento a Macelli, che era diventata dall’inizio degli anni Ottanta la sua casa e vicino alla quale aveva continuato a risiedere. Insieme al fratello aveva sostenuto con sue risorse il restauro della Pieve della Cappella e poi il recupero del tetto della chiesa San Michele di Azzano. Alla morte della madre aveva creato una fondazione – che ora porta il nome di Vando – che ha finanziato progetti per il paese: la scuola di Azzano ha avuto così corsi di lingua e una biblioteca ben fornita, oggi trasferita a Marzocchino.
Aveva continuato a tornare ogni fine settimana ad Azzano per curare la tomba di famiglia, salutare i compaesani e tramite la Fondazione aveva rapporti con tanti artisti. «È stato una persona fondamentale per il nostro paese – spiega Mariano Bertoli, presidente della pubblica assistenza di Azzano – siamo rimasti esterrefatti, perché era un uomo ancora molto attivo. È una grossa perdita per la nostra comunità».
Bertoli ha anche ricordato che Don Danilo aveva festeggiato lo scorso anno, nella chiesa della frazione, il sessantesimo anniversario dalla prima messa che aveva celebrato proprio nel paesino dove era nato. Di recente, nonostante avesse terminato il mandato nella chiesa del Santo Sacramento all’Africa Macelli, dove era stato parroco per 34 anni, continuava a celebrare messa a Capezzano Monte e Forte dei Marmi. «Da ragazzo aveva iniziato come aiutante del sacerdote a Barga e in altre piccole parrocchie», dice Giuliano. Poi dal marzo 1968 diventò parroco a Uliveto Terme. «Ha sempre voluto bene a tutte le comunità dove è stato», prosegue la famiglia. Ma soprattutto all’amata Azzano, dove lo scorso 29 settembre aveva guidato il corteo sacro alla cerimonia per il patrono di San Michele Arcangelo.
La salma di Don Danilo sarà esposta alla chiesa del Santissimo Sacramento a Pietrasanta, dove domani alle 15 si terranno i funerali. «Con la Fondazione di cui Don Danilo era presidente – ricorda Paola Baronti, moglie del fratello Vando e consigliera – avevamo fatto anche costruire la cappella cimiteriale nella parte nuova del cimitero di Azzano. Quest’anno, dopo la morte di mio marito, avevamo deciso con lui di cambiare il nome in Fondazione Vando D’Angiolo Onlus». —
Tiziano Baldi Galleni
Michele Morabito
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