Il Tirreno

Versilia

in attesa delle motivazioni 

Gli avvocati di parte civile «Confermate le accuse»

3 MINUTI DI LETTURA





viareggio. Hanno letto il dispositivo della Cassazione, e in attesa delle motivazioni della sentenza, gli avvocati di parte civile nel processo sulla strage di Viareggio, traggono «importanti conclusioni».

Anzitutto, dicono Enrico Marzaduri, Riccardo Carloni, Gabriele Dalle Luche, Filippo Antonini, Ezio Menzione e Tiziano Nicoletti, «la prima questione da porre in evidenza, risulta essere che l’aggravante per violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro è stata esclusa dalla suprema corte e per effetto di tale esclusione, il reato di omicidio colposo plurimo è stato dichiarato estinto per prescrizione nei confronti di tutti gli imputati, tranne che per l’ad Mauro Moretti, avendo egli rinunciato alla stessa prescrizione in sede d’appello». Inoltre, sempre per effetto di tale decisione, «le società imputate, sia tedesche che italiane, sono state assolte e conseguentemente alcune parti civili costituite, quali i sindacati di categoria e i delegati alla sicurezza, sono stati estromessi dal processo stesso». Ma la pronuncia, continuano, «non si esaurisce qui: nel mentre applica la prescrizione per l’omicidio colposo plurimo, ribadisce sostanzialmente la responsabilità penale e civile dei singoli imputati, già riconosciuti colpevoli nei due giudizi di merito e si può quindi affermare che l’impianto accusatorio sancito dalla corte d’appello di Firenze sia stato confermato anche in questo terzo grado di giudizio; infatti, è stata accertata la penale responsabilità degli imputati tedeschi e dei vertici aziendali delle società italiane coinvolte». Entrano poi nello specifico delle singole posizioni. «Notiamo che per tutti gli imputati tedeschi, tranne Lehmann (annullamento con rinvio per un nuovo giudizio), è stata confermata la condanna per disastro colposo; tuttavia, la Suprema corte, a seguito dell’intervenuta prescrizione, ha rinviato i suddetti imputati per la determinazione delle pene in sede d’Appello. Medesimo esito anche per gli imputati Pizzadini e Gobbi Frattini (Cima Riparazioni) e per l’amministratore delegato di Trenitalia, Vincenzo Soprano. Riguardo la posizione di Castaldo Mario, viene annullata con rinvio la sentenza impugnata, in merito alla sua posizione di direttore della divisione Cargo di Trenitalia e diventa invece definitiva la sua posizione quale Ad di Cargo Chemical (ex FS Logistica). Riguardo agli imputati Maestrini e Favo, rispettivamente dirigente di Trenitalia e Rfi, iene annullata la sentenza, con rinvio per i reati ex artt. 430 e 449 cp, quindi si dovrà ricelebrare, solo per gli stessi, il processo di secondo grado riguardo le loro responsabilità, nella loro interezza. Per quanto riguarda gli imputati Elia Michele (ad di Rfi) e Mauro Moretti (ad di Rfi fino al 2006 e Ad della Holding Ferrovie dello Stato all’epoca dei fatti), in merito al reato di disastro ferroviario la sentenza di secondo grado viene annullata e rinviata alla corte fiorentina in relazione ad alcuni profili di responsabilità, che verranno specificati nelle motivazioni; quindi i profili di responsabilità non specificati sono diventati definitivi, senza ulteriori giudizi». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini