Gioco
Partite le vaccinazioni anche per i pediatri e i medici di famiglia
Sbloccate le procedure per una categoria all’inizio esclusa dalla campagna Castelli: «Finora ci siamo difesi dal virus, ora attacchiamo»
Matteo Tuccini
viareggio. Anche i medici di famiglia e i pediatri hanno iniziato a vaccinarsi contro il Covid. Dopo le polemiche dei giorni scorsi, quando chi visita negli ambulatori sul territorio aveva scoperto di essere stato escluso almeno all’inizio dalla campagna di vaccinazione, sono state sbloccate le procedure di prenotazione. Passata la Befana, anche per i 120 circa tra medici di base e pediatri versiliesi è diventato possibile ricevere la prima dose Pfizer, così come era stato stabilito per il personale ospedaliero. E ieri è avvenuto il via.
L’Sos lanciato sul Tirreno da Alessandro Squillace, medico di famiglia camaiorese e referente dei colleghi versiliesi, sembra aver contribuito a produrre il risultato sperato. La perplessità di Squillace, così come degli altri medici di base, era legata al fatto che in coda c’erano già studenti di medicina, mentre chi visita pazienti ogni giorno sembrava aver perso la priorità.
Prendendo atto di questa e di altre lamentele della categoria, la Regione ha aperto ulteriori disponibilità nel portale Internet di prenotazione.
Tra i primi a vaccinarsi il pediatra massarosese Stefano Castelli. «Sì, mi sono fatto pure la foto e l’ho diffusa, per non lasciare dubbi su quella che deve essere la strada da intraprendere – dice Castelli – Tra i colleghi c’è larghissima adesione: chi non ha ancora prenotato l’appuntamento ha fatto i conti con qualche problema tecnico che credo sarà risolto a breve».
Secondo Castelli, «finora ci siamo difesi dal virus, ma da adesso cominciamo ad attaccare. Il clima è cambiato, c’è la convinzione di poter tornare alla normalità anche in anticipo sui tempi. È chiaro che la gestione di una campagna del genere non è semplice: dobbiamo trovare un sistema e una logistica che ci permetta di vaccinare il maggior numero di persone possibile, nel minor intervallo di tempo. Non è la vaccinazione in sé che è complicata, ovviamente, ma c’è tutto un apparato, anche burocratico, di cui bisogna tenere conto. Come pediatri sappiamo che, al momento, i bambini sono esclusi. Perché le dosi oggi disponibili non forniscono le garanzie necessarie. Siamo certi, però, che a breve ci saranno novità su questo».
Pare, in proposito, che Moderna – il cui vaccino è stato appena approvato dall’Agenzia europea del farmaco – potrebbe avviare una nuova sperimentazione ad hoc per proteggere i bambini. Nel frattempo i pediatri si mettono a disposizione «anche per i pazienti adulti – conclude Castelli – Se ci sarà bisogno di noi, ci saremo. Come sempre». —
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