Sicurezza
Il direttore Nicolini: le protezioni continueranno a essere le stesse
Il responsabile delle missioni di emergenza-urgenza resta cauto «Fino a che non finirà la pandemia massimo livello di guardia»
l’intervista
L’avvio della vaccinazione anti-Covid per le donne e gli uomini del 118, dagli operatori in centrale a quelli che vanno ogni giorno in missione per i soccorsi sul territorio, è una notizia «importante, anche simbolicamente. Ma per noi, a livello di procedure di sicurezza, non cambierà niente». Ad affermarlo è Andrea Nicolini, direttore del 118 per le aree di Versilia, Lucca e Massa.
Dottor Nicolini, quindi anche i soccorritori vaccinati continueranno a comportarsi come hanno fatto dall’inizio della pandemia?
«Assolutamente sì. I dispositivi di protezione e i protocolli saranno gli stessi».
Fino a quando?
«Fino alla fine della pandemia. Ci dovrà essere una riduzione vera, con un abbattimento dei casi di contagio, perché si possa cambiare qualcosa nelle procedure».
Che cosa significa l’arrivo del vaccino al 118?
«Significa avere uno scudo in più, un’arma che contribuirà a far finire la pandemia. Più persone sono vaccinate, meno il virus circola e meno occasioni di contagio ci sono. Vale per tutti, vale anche per noi».
Il clima sta cambiando, ora c’è ottimismo.
«È presto per cantare vittoria. Non ne siamo fuori, non bisogna abbassare la guardia: le misure di contenimento devono rimanere in atto. Ci sono precauzioni indispensabili, parlo anche della vita di tutti i giorni: mascherine, distanziamento e igiene delle mani. Al momento non possiamo fare deroghe».
Com’è oggi la situazione dei contagi dal vostro punto di vista?
«È stabile, ma ancora aperta. A differenza della prima ondata, stavolta non notiamo un azzeramento dei casi. Giornalmente portiamo negli ospedali del territorio dai dieci ai quindici pazienti positivi al Covid o sospetti tali: nel picco autunnale erano quaranta. Mentre ogni settimana facciamo 2.500 missioni in tutto il territorio Versilia-Lucca-Massa. È un dato lievemente superiore alla media stagionale, ma il picco c’è stato dall’inizio alla metà di novembre, con il trenta per cento in più di interventi. Per fortuna sembra che al momento l’influenza sia sotto controllo. Incrociamo le dita». —
M.T.
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