La manifestazione
«Ci danno spiccioli e in ritardo» Polemiche sugli aiuti del Comune
Stefano Pellegrini lavora con i ristoranti (chiusi): «Cosa ci faccio con 50 euro?» L’assessore Seveso: «In primavera avevamo più risorse, ma daremo altri buoni»
Melania Carnevali
forte dei marmi. È uno degli agenti di commercio nel settore della ristorazione più attivi della Versilia. Da settembre, Stefano Pellegrini, fortemarmino di 39 anni, ex titolare dello Smood (noto locale che ha animato a lungo le notti di Marina di Massa), si è ritrovato, suo malgrado, nel lungo elenco delle partita Iva che, causa covid, da settembre, non incassano un euro. Va avanti, come gli altri, con quello che ha, facendo affidamento sugli aiuti. Come i buoni spesa. Che però, a Forte dei Marmi, a detta sua, «sono arrivati tardi e sono troppo pochi». In più «sono organizzati male».
Il decreto ristori ter di novembre ha infatti introdotto nuove misure finanziarie urgenti connesse all’emergenza covid. Tra queste è rientrata l’istituzione di un nuovo fondo per i Comuni, con dotazione di 400 milioni di euro, per attuare iniziative di solidarietà alimentare. Al Comune di Forte dei Marmi ne sono arrivati 38mila, come nella prima ondata. In primavera però, ricorda Pellegrini, «avevo ricevuto due buoni da 100 euro». Questa volta solo uno da 50.
«Cosa ci faccio con 50 euro – sbotta-? Non ci fai la spesa nemmeno per una settimana. Inoltre posso solo acquistare sul territorio comunale dove notoriamente i prezzi sono più alti». Pellegrini critica «la mancanza di trasparenza. Non si conoscono i criteri di assegnazione dei buoni». Inoltre, dice lui, «mentre alcuni Comuni hanno erogato subito i buoni, Forte dei Marmi ha aspettato 22 dicembre. Non critico il lavoro dell’assessore al sociale che so che si fa in quattro, ma qualcosa nel sistema di aiuti non funziona. Anche quando sono andato alla Coop non volevano farmi pagare alla cassa, perché non si erano accordati».
La data del 22 dicembre, il Comune non l’ha scelta a caso. «Ogni Comune sul territorio italiano decide come e quando dare i buoni – commenta l’assessore Simona Seveso –. Noi abbiamo deciso di darli prima di Natale». La modalità di erogazione è però effettivamente cambiata rispetto ad aprile quando il Comune è riuscito ad erogare tre buoni da 100 euro a chiunque ne facesse richiesta. Oltre ai 38mila euro arrivati dal governo, il municipio aveva altri 60mila euro arrivati dalle donazioni private. «In questo modo – spiega Seveso – abbiamo esaurite tutte le richieste arrivate». A questa mandata «avevamo solo i 38mila euro arrivati dal governo, così abbiamo deciso essere più selettivi. Abbiamo aperto il bando, che è rimasto aperto cinque giorni, e abbiamo chiesto che, insieme alla domanda, venissero indicati Isee, il tipo di lavoro, il tipo di casa, se in affitto o di proprietà, e altri parametri che ci permettessero di intervenire laddove c’era più bisogno». Inoltre, aggiunge Seveso, «proprio perché ci sono meno soldi e siccome si andrà avanti ancora a lungo con questa emergenza, abbiamo deciso di darne meno ma più volte». Sulla possibilità di fare la spesa in altri supermercati che non siano sul territorio di Forte dei Marmi l’assessore sostiene che: «Non possiamo fare convenzioni con tutte le attività di Italia, le abbiamo fatte con tutte quelle del comune e in più Coop ed Eurospin che sono a Seravezza ». —
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