Sicurezza
Sono sempre di più quelli che riescono a liberarsi dalla droga
Il Progetto Comunità Aperta fa il punto sul contrasto alla tossicodipendenza
IL bilancio
Il dato, significativo, a chiosa di un anno molto complicato per il Pca, è il numero crescente di persone che sono riuscite a completare il percorso terapeutico contro la dipendenza. «Un riscontro che incoraggia noi operatori, gli utenti e le loro famiglie. Perché salvarne anche solamente uno da un destino segnato è già importantissimo. Ma molto resta da fare» fanno sapere dal Progetto Comunità Aperta oggi più che mai, causa carenza di fondi, con il futuro in bilico.
«Vogliamo fare un appello direttamente ai sindaci dei comuni interessati e ovviamente all’Asl: trovate un accordo per garantire continuità a questo servizio che per molti di noi è vitale» fanno sapere alcuni degli stessi utenti - un centinaio - che frequentano il Pca di Pietrasanta. Ma la situazione economica, come detto, resta problematica in attesa del nuovo bando che assegnerà il servizio. «Ci aspettiamo in brevissimo tempo le risorse promesse da Seravezza e Forte dei Marmi che consentirebbero al servizio forse di arrivare al bando della Asl. È stato un anno di delusione professionale e politica, abbiamo toccato con mano il disinteresse della salute dei cittadini, nessun segno di solidarietà, nemmeno dal senatore Massimo Mallegni da sempre sostenitore del Pca. Il nostro motto è sempre stato “nessuno rimane indietro”, questa è la nostra pratica quotidiana, quella che ci hanno insegnato. Nel 2021 auspichiamo di vedere la sede nuova promessa e il sostegno che il sindaco Alberto Giovannetti aveva a sua volta promesso in campagna elettorale» rilanciano gli operatori.
In un momento drammatico dal punto di vista sociale, sanitario ed economico l’abuso di sostanze non sembra però attenuarsi. Anzi.
«Alcol, cocaina, Thc, eroina a basso costo, droghe sintetiche acquistate, spesso dai giovanissimi, anche tramite l’e-commerce sono le sostanze più usate così come è in crescita il consumo di benzodiazepine usate per lenire il calo della cocaina. A questo proposito facciamo un appello alle farmacie, ce ne sono alcune - evidenziano dal Pca - che vendono benzodiazepine senza alcuna prescrizione medica, inoltre alcuni medici di famiglia le prescrivono ai loro pazienti con molta facilità. Ma queste sostanze, associate all'alcol, sono molto pericolose. Spesso la lotta è impari, se si pensa alle risorse che hanno a disposizione le organizzazioni criminali, mentre sono stati ridotti gli orari dei servizi. Lo spaccio, nonostante le operazioni di polizia prosegue 24 ore su 24. E questo è un dramma».
Il Covid, come inevitabile che sia, ha ridotto e vincolato il servizio a protocolli sempre più rigidi. «Anche se il front-office del Pca è stato sempre presente. Purtroppo permane uno zoccolo duro di persone che, per vari motivi, pur abusando di sostanze non si avvicinano alle strutture. E in questo contesto - fa sapere la psicoterapeuta Valentina Torri - sono sempre più numerose le mamme che chiamano per un consiglio o un colloquio. Sono famiglie che chiedono aiuto». —
L.B.
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