Il Tirreno

Versilia

Muore un altro commerciante di 71 anni

Matteo Tuccini
Muore un altro commerciante di 71 anni

Marco Densi era titolare di una rivendita di bombole di metano e gpl a Viareggio. È la vittima numero 196 della pandemia in Versilia

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VIAREGGIO.  Un altro commerciante muore a Viareggio dopo essere stato contagiato dal Covid. La vittima, stavolta, è Marco Densi, settantuno anni, titolare di una rivendita di bombole di metano e gpl in via Pacinotti.

Si allunga, dunque, l’elenco dei versiliesi che sono morti dopo essere stati colpiti dal virus. Sono centoquattordici soltanto della seconda ondata; se si aggiungono agli ottantadue della prima, si sfiorano le duecento vittime dall’inizio della pandemia in Versilia. Un numero che, purtroppo, non sembra destinato a fermarsi.

C’è da notare una diminuzione dei contagi negli ultimi giorni: undici quelli emersi ieri, di cui cinque a Seravezza, due a Viareggio, due a Camaiore e due a Forte dei Marmi. Ma c’è un dato che comincia a preoccupare di nuovo: quello dei ricoveri al Versilia. Ieri nei reparti Covid dell’ospedale c’erano novantaquattro malati, di cui cinque in Terapia intensiva. A testimonianza del fatto che l’emergenza è ancora in pieno svolgimento e che la seconda ondata, in calando, potrebbe essere seguita da una terza ancora piuttosto forte.

Molto dipenderà dai comportamenti che sono stati tenuti durante le festività natalizie. E c’è da considerare anche il possibile arrivo del picco dell’influenza, anche se al momento la situazione sembra molto più tranquilla degli anni scorsi. I motivi sono evidenti: la vaccinazione antinfluenzale, che alla fine ha portato i risultati sperati con la protezione garantita a un numero maggiore di persone, e le pratiche quotidiane di distanziamento e uso delle mascherine. I contatti sociali sono ridotti, di conseguenze si riduce la possibilità di contatti che propaghino il virus influenzale, così come lo stesso coronavirus.

Nel frattempo proseguono le vaccinazioni anti-Covid all’ospedale Versilia: ieri è stato raggiunta la quota di trecentouno. Significa che un quinto del personale in servizio in ospedale (sono poco più milleottocento persone in tutto) si è già sottoposto alla somministrazione della dose Pfizer. Perché si possa definire in parte protetto dal virus bisognerà attendere almeno due settimane, con la seconda dose che verrà somministrata a ventuno giorni di distanza dalla prima: a quel punto il personale sanitario sarà al sicuro. Poi toccherà a tutti gli altri, si spera con ritmi superiori a quanto previsto oggi. —
 

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