Gioco
L’alfabeto del 2021 dall’incubo lockdown alle speranze riposte nel vaccino
Le parole più o meno inedite che hanno segnato il 2020 e che ci accompagneranno nei prossimi dodici mesi
Maria Cristina Ercini
VIAREGGIO. Il ventiventi doveva essere un anno magico invece è stato un anno devastante sotto tutti i punti di vista, da quello sanitario a quello economico: un anno che ha cambiato radicalmente la nostra vita. Proviamo a esorcizzarlo con le parole che lo hanno accompagnato e che di sicuro contrassegneranno anche l’alfabeto dell’anno appena cominciato.
A come Ateco.
Il codice che identifica le varie attività economiche, che fino a qualche mese fa era conosciuto per lo più soltanto dagli addetti ai lavori, e che ora tutti hanno dovuto imparare per sapere se la propria attività rientra tra quelle che possono restare aperte oppure devono chiudere a seconda del livello di emergenza e se si abbia o meno diritto a certi bonus.
B come Bonus.
La parolina magica per dare un po’di sollievo alle attività economiche: abbiamo avuto il bonus a fondo perduto, il bonus affitti, il bonus sanificazione ma purtroppo, vista anche l’entità economica sono serviti a poco.
C come Covid.
Covid 19 o coronavirus non sapevamo neppure cosa fosse e invece abbiamo imparato che, come si diceva una volta, è una brutta malattia che può seminare morte e mandare in tilt il pianeta.
D come Distanziamento.
Esiste un’espressione più brutta di distanziamento sociale per definire la lontananza che dobbiamo mantenere dagli altri per evitare il contagio?
E come Economia.
Economia in crisi totale: non c’è praticamente attività che non risenta del forte impatto negativo a cui hanno portato le chiusure, una crisi dalla quale sarà difficile venire fuori in tempi brevi.
F come Fasi.
I periodi della nostra vita ormai sappiamo che vengono divisi in fasi: dalla fase 1 di chiusura totale alla due e poi tre (con relative colorazioni) con aperture e restrizioni che vengono via via alternate in base al numero dei contagiati.
G come Governo.
È stato il protagonista assoluto delle sorti della nostra vita sia privata che lavorativa, con i continui Dpcm, i decreti del presidente del consiglio dei ministri.
H come Hashtag.
#andràtuttobene #iorestoacasa #distantimauniti sono gli hashtag più usati sui social da quando è scoppiata la pandemia: un modo per sentirci più vicini.
I come Immunità.
L’immunità di gregge è quella forma di protezione collettiva che si verifica quando la vaccinazione o la malattia di un numero elevato di persone finisce per difendere dal contagio anche chi non ha sviluppato l’immunità.
L come Lockdown.
Lockdown nel vocabolario Treccani significa isolamento, chiusura, blocco totale: è quello a cui siamo stati costretti nel 2020 e che speriamo di poter presto dimenticare.
M come Mascherine.
Per settimane erano praticamente introvabili, poi sono state distribuite gratuitamente. Sono perfino diventate un accessorio fashion: dovremo indossarle ancora per un bel po’.
N come Negazionisti.
Sono quelli che negano l’emergenza sanitaria e sostengono che si tratti addirittura di un’emergenza democratica, una graduale soppressione della libertà voluta da non meglio precisati “poteri forti”. Molti di loro sono finiti all’ospedale rischiando la vita.
O come Ospedali.
Sono l’epicentro di questa tragedia: i medici, gli infermieri e gli operatori sociosanitari sono diventati i veri eroi del nostro tempo, non risparmiandosi per niente e nessuno, costretti a lavorare fra mille difficoltà e pochissimi certezze.
P come Pandemia.
Pandemia è la diffusione di una malattia epidemica su scala globale: proprio come il covid, dalla Cina o in tutto il mondo.
Q come Quarantena.
È l’isolamento forzato al quale si è costretti in caso di positività al coronavirus o anche in caso di contatti con persone contagiate: soli, spesso in una stanza della casa senza poter incontrare neppure i nostri conviventi.
R come Restrizioni.
In base ai vari Dpcm abbiamo avuto restrizioni della nostra libertà di movimento che si sono accentuate o attenuate a seconda del periodo e della zona.
S come Scuola.
Scuole chiuse e Dad, acronimo di didattica a distanza, che significa che gli studenti fanno lezione on line dalle loro case, non di rado con difficoltà a causa della scarsità della rete digitale.
T come Tampone.
Serve per verificare se si è positivi o meno al virus, ma quanti problemi per riuscire a farli, con file interminabili, risultati dopo molti giorni e a volte anche sbagliati.
U come Università.
Anche gli atenei, come le scuole dell’obbligo, sono stati costretti a svolgere le lezioni e perfino a discutere le tesi di laurea on line, con grande delusione di studenti e professori.
V come Vaccino.
È lo strumento principale al quale affidiamo la nostra speranza di uscire dal tunnel.
Z come Zona.
Zona gialla, zona arancione, zona rossa: così si dividono ormai da mesi le regioni italiana secondo in base ai parametri che consentono di potersi muovere con maggioroe o minore libertà. —
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