Il Tirreno

Versilia

la procedura 

Colloquio con il medico e fra tre settimane la seconda dose

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viareggio. Un colloquio preparatorio con il medico, ieeri Franco Barghini dell’Igiene pubblica. Poi ci si mette a sedere, oppure ci si accomoda sulla poltrona. L’infermiera fa l’iniezione, ci si alza, e via. Ovviamente dopo qualche minuto di attesa nella sala post-vaccino, allestita appositamente. Il solito intervallo di tempo richiesto per ogni vaccino, per evitare che ci sia qualche sorpresa sgradita.

La procedura per ottenere la protezione dal Covid è semplice e veloce. Deve esserlo: lo Pfizer, ad oggi l’unico disponibile sul mercato in attesa degli altri, richiede il rispetto massimo della cosiddetta “catena del freddo”. Significa che non può rimanere esposto troppo a lungo alla temperatura ambiente. Va conservato in una cella frigorifera a una temperatura di –75,–80 gradi: una volta estratto può ritenersi valido per cinque giorni, ma solo a una temperatura tra i due e gli otto gradi centigradi (ci sono contenitori appositi). Da ogni flacone, tra l’altro, si possono prendere sei dosi: ogni iniezione, quindi, va calcolata bene, altrimenti si rischia di buttare via qualche flacone... mezzo vuoto. E non è il caso.

Come ormai è noto, le vaccinazioni devono essere ripetute con una seconda dose a distanza di tre settimane. Ma l’efficacia dello Pfizer, documentata negli studi clinici che sono stati eseguiti, è molto elevata: già dopo la prima dose si ottiene una copertura piuttosto potente dal virus. Copertura che si alza, in maniera ulteriore, dopo la seconda iniezione. Questo significa che ci vorranno oltre trecentomila dosi per vaccinare in maniera completa ed efficace tutta la popolazione versiliese. Quanto ci vorrà? Dipenderà dai tempi di approvazione degli altri vaccini: se saranno rapidi, anche meno del previsto. —

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