Il Tirreno

Versilia

IL SINDACO IN CONSIGLIO COMUNALE 

Nel Museo Mitoraj ci saranno ristorante, bar e opere di altri artisti

L.B.

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PIETRASANTA. Ristorante, bar e opere di altri artisti all’interno del museo Mitoraj. È già tempo di ampliamenti per lo spazio espositivo, in corso di realizzazione all’ex mercato comunale, dedicato all’artista polacco. A confermarlo, durante la seduta consiliare di martedì scorso, il sindaco Alberto Giovannetti. «Questo ampliamento sarà complementare al museo vero e proprio: per realizzarlo serviranno ulteriori risorse economiche - si parla di una cifra compresa fra i due milioni e mezzo e i tre - l’idea dei progettisti è appunto di realizzare, nell’area verso la ferrovia, una sorte di terrazza annessa al museo con al suo interno un caffè, un ristorante, una nicchia espositiva con opere di altri artisti scelte dal direttore del museo e ancora magazzini e sedi logistiche. Alla fine i musei saranno due con quello principale, ovviamente, dedicato a Mitoraj» ha spiegato Giovannetti. Con il Comune che porterà in dote un contributo economico di circa due milioni e 400 mila euro - oltre all’ex mercato comunale - e il Ministero due milioni di euro.

Sindaco che dopo il via libera del consiglio allo statuto e all’atto costitutivo della Fondazione Mitoraj, ha ringraziato «tutti coloro che hanno reso possibile questo progetto di valenza storica e in particolare l’ex sindaco Massimo Mallegni, che ha avviato il percorso» e che si recherà a breve a Roma presso il Ministero per completare alcuni aspetti formali. Nel frattempo il Pd - che si è astenuto al momento del voto sulla fondazione - non risparmia critiche. «Le opere di Mitoraj che verranno collocate nel museo saranno 27: fra incarichi nella fondazione - 16 quelli previsti - e dipendenti avremo, di fatto, una persona per ogni scultura. Francamente ci sembra fuori luogo e esagerato. Ma del resto - spiega Nicola Conti - questo è ciò che accade quando viene meno la condivisione con la citta». Critico anche il capogruppo Ettore Neri. «L’amministrazione comunale, invece di confrontarsi con le componenti cittadine, ha continuato ad agire come se si trattasse di una “questione privata” e considerando la casa comunale, che è di tutti, come casa propria. Si è giunti a questa fine di 2020 avendo continuato a tenere all’oscuro i cittadini e proporre l’approvazione in consiglio dell’atto costitutivo e dello statuto della Fondazione. Sono temi che avremmo voluto sviluppare insieme alle scelte del comune sulle annuali attività espositive ed artistiche, nella commissione cultura, se la maggioranza avesse accettato la nostra proposta di istituirla. Purtroppo, non è andato così e ognuno si assumerà le proprie responsabilità». —

L.B.

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