Gioco
In macelleria si fondono palato e cultura con la biblioteca fai da te
L’iniziativa di Gianfranco Pucci nell’attività commerciale di famiglia, aperta da sessant’anni in via della Portichina, alla periferia della città
Il personaggio
Il suo motto è “palato e cultura”, nel senso delle bistecche che la macelleria propone e dei libri che, nel tempo, sono andati a comporre la piccola biblioteca di quartiere fai da te. Via della Portichina al civico 45, dove Gianfranco Pucci porta avanti l’attività di famiglia, aperta ormai sessanta anni fa. Periferia della città, incrocio tra quartieri (Migliarina, Terminetto e Varignano), tante le attività commerciali che nel tempo hanno chiuso i battenti, comprese edicole e cartoleria. Così, negli ultimi 4 anni, la macelleria Pucci è diventata punto di riferimento non solo degli amanti della tavola. «Sono arrivato ad avere 250 volumi» racconta Pucci al Tirreno: «Alcuni sono libri miei, altri di mio suocero, qualcuno lo hanno portato i clienti di loro spontanea iniziativa. Perché il principio universale è che il libro non si butta mai».
Si legge, insomma. E lo si fa più di quanto si immagini: «C’è chi è arrivato quasi in fondo alla dotazione di titoli», ricorda Pucci, «e sono nati anche gruppi che si scambiano i volumi». Complice, inevitabilmente, la lunga pandemia che ha chiuso le persone in casa, soprattutto gli anziani, ancora più isolati se residenti alla periferia della città. «Per qualcuno poi», sottolinea il commerciante, «anche l’acquisto di una edizione economica può essere una spesa che non rientra nel budget familiare».
I clienti-lettori o lettori-clienti prendono in prestito e riportano, puntuali. «Solo una volta, qualche anno fa, è mancato un libro sulla storia della Darsena e mi è molto dispiaciuto», continua il macellaio-bibliotecario. Di contro, c’è chi si affeziona ai titoli disponibili in macelleria: «L’altro giorno una signora voleva acquistare un volume della serie di Montalbano, perché le mancava proprio quello. Ma io ho detto di no: la biblioteca è la biblioteca».
Pucci, che da 35 anni gestisce la macelleria di famiglia, è a sua volta un lettore: «Come quando ti chiedono se scii: ecco, io scendo. Insomma, non sono da 50 libri l’anno, ma leggo da sempre soprattutto in estate» E rigorosamente niente elettronica: «A me piace il fruscio della carta. Non potrei rinunciarvi».
Il lettore medio della piccola, ma ricca, biblioteca fai da te ha intorno ai 60 anni: «Con qualche eccezione, però. Perché ho visto con piacere affacciarsi anche “ragazzi” come me, di età tra i 45 ed i 50anni».
Durante il primo lockdown, con la macelleria comunque rimasta aperta, impegnata anche nel servizio di consegne a domicilio («È stato un periodo davvero molto impegnativo”», ricorda Pucci) il sistema dei prestiti è stato sospeso: «Non era chiaro cosa stavano affrontando», ricorda Pucci. Per poi riprendere a ritmo serrato dopo la primavera del virus: «E in questo secondo periodo ho visto un incremento alla lettura».
Incremento al quale si può contribuire con qualche volume che proprio avanza da regalare alla biblioteca spontanea di via della Portichina. La storia della lettura è davvero la storia infinita. —
Donatella Francesconi
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