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il caso 

Scuola di Quiesa Affondo di Mungai: «Così si perdono i finanziamenti»

L’ex sindaco scrive ad Alberto Coluccini: «Tutti gli altri Comuni utilizzano quei soldi perché Massarosa no?»

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massarosa. Duro affondo quello dell’ex sindaco di Massarosa Franco Mungai sulla questione della scuola di Quiesa. L’ex primo cittadino infatti afferma che il suo omologo attuale stia sprecando tempo per risolvere la questione della scuola di Quiesa.

«Sono rimasto esterrefatto dall'apprendere dell'ennesima scusa dwl sindaco per non spendere i contributi che gli abbiamo lasciato per la scuola di Quiesa - scrive Mungai - In consiglio, non al bar, Coluccini ha affermato di non poter fondere i due finanziamenti perché soggetti a rendicontazione separata. Perché tutti gli altri comuni della provincia di Lucca lo hanno fatto e Massaroa no? Quando nella primavera del 2019, dopo quello della Fondazione, la mia amministrazione ricevette il contributo regionale si attivò subito per fondere gli interventi con delibera del consiglio comunale, corredata dei pareri tecnici: segno che le cose erano state verificate, non solo da me ma dalla struttura tecnica del comune. La stessa struttura dopo la delibera del consiglio comunale bandì la gara per un progetto unico e affidò un unico incarico per la progettazione. La verità è che Massarosa sta seriamente rischiando di perdere un finanziamento che la maggior parte dei comuni si sogna. È inaccettabile rifiutare di aggiudicare gare già concluse, come quello della progettazione e spendere altri soldi per progetti che non c'entrano niente coi contributi ricevuti. L'attuale amministrazione ha parlato con la Soprintendenza per capire cosa si può fare su un edificio vincolato fra miglioramento e adeguamento prima di tirare via soldi pubblici per progetti che non servono? Provo un grande dolore ogni volta che passo davanti alla scuola, abbandonata e diventata un magazzino. Noi facemmo un percorso serio. Sarebbe stato facile sotto elezioni dare una scialbata e via. Ma ho sempre pensato che quando si governa non si sottomette l'interesse elettorale all'interesse generale». —

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