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Il giudizio dello storico: «È un uomo di pace»

T.B.G.

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STAZZEMA. Un uomo di pace e riconciliazione, che nonostante tutto non conosce l’odio. Un testimone dell’orrore e della memoria di Sant’Anna, e uno stimatore e cittadino dell’Unione europea. È tutto ciò, anzitutto, Enrico Pieri superstite dell’eccidio di Stazzema e presidente dell’Associazione martiri, secondo il professore Paolo Pezzino, docente universitario di storia e presidente del Comitato scientifico dell’Istituzione Parco nazionale della pace di Sant’Anna.

«Aveva dieci anni quando a Sant’Anna tutta la popolazione fu massacrata il 12 agosto del 1944 – ricorda Pezzino - Pieri si salvò nascondendosi con altre due bambine sue vicine di casa nel sottoscala di un’abitazione in località Franchi. Quel giorno perse genitori, zii, nonni e cugini. Uscì poi dal nascondiglio per rifugiarsi nei boschi. Tornò poi nel paese dove vide con i propri occhi tutta la crudezza e l’orrore causato dai nazisti. Sono traumi dai quali non ci si riprende. Enrico più volte ha raccontato che sogna ancora di dover fuggire da un luogo chiuso, sono esperienze che rimangono dentro. Ma lui è riuscito a sublimare questa esperienza di terrore e diventare un importante testimone di pace. Ha avuto una vita difficile, dovendo emigrare in Svizzera dove ha vissuto per 35 anni e dove ancora vive suo figlio».

Poi Pieri è tornato in Italia, ha avuto il coraggio di farlo nonostante le mille resistenze interiori. «Così ha iniziato, e non ha mai smesso, di testimoniare e di mantenere viva la memoria. Nelle parole di Pieri mai troverete odio. Riesce sempre a distinguere fra quello che hanno fatto quegli uomini in nome di un’ideologia nazista e quello che fanno oggi i tedeschi. È un uomo di pace e riconciliazione. Instancabilmente va nelle scuole e riceve le scolaresche che salgono a Sant’Anna, e in tutti i suoi discorsi fa sempre riferimento alla pace e all’Europa che oggi è garante dell’unione fra i popoli e distante dall'orrore vissuto in luoghi come Sant’Anna». —

T.B.G.

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