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il caso 

Bimbo senza regalo, la preside: «Lo incontrerò dopo le feste»

Tiziano Baldi Galleni
Bimbo senza regalo, la preside: «Lo incontrerò dopo le feste»

La dirigente scolastica ha chiesto una relazione alle maestre coinvolte: «Ho attivato tutte le verifiche per capire come sono andati i fatti»

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Viareggio. «Una vicenda che ha molto amareggiato» e che «mi ha colto con stupore», dice la dirigente scolastica dell’istituto di cui fa parte il plesso dell’infanzia della Versilia storica in cui l’ultimo giorno prima delle vacanze di Natale le maestre hanno deciso di consegnare il regalino a tutta la classe eccetto un bambino di 4 anni. Avrebbe avuto un comportamento turbolento durante quella giornata e quindi non meritevole di essere premiato. Un fatto che sta facendo molto discutere, e per il quale, tuttavia, la preside non se la sente di sparare a zero su chi ne è responsabile. Cioè le maestre.

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Al rientro delle vacanze incontrerà la famiglia coinvolta, e soprattutto il bambino «perché alla fine è il suo benessere che conta». Il regalo del piccino c’è, è a scuola, è stato preparato, ma le insegnanti volevano consegnarglielo a gennaio se anche a casa si fosse comportato bene. Come strumento educativo. È questo che le maestre hanno spiegato alla mamma del bambino all’uscita di scuola il 23 dicembre. La motivazione però a lei non è andata giù, vedendo poi tutti gli altri amici del figlio uscire dal plesso sorridenti e con il pacchetto in mano, di fronte a suo figlio mogio. Sull’accaduto la dirigente ha chiesto una «relazione dettagliata alle maestre» della scuola elementare in questione. Il provveditorato ha anche indicato l’avvio di un procedimento disciplinare. «Ho attivato tutte le verifiche del caso e attendo la relazione per capire in modo preciso come sono andati i fatti. Ho anche risposto alla mamma che mi ha scritto una email».

Risposta per la quale la famiglia ha già ringraziato la preside «per la disponibilità e la gentilezza». C’è poi tutta l’intenzione – ha proseguito la dirigente scolastica – «di incontrare la madre alla ripresa dell’attività didattica e soprattutto mi preme incontrare il bambino perché mi sta a cuore il suo benessere, e alla luce di quello che sarà emerso dargli una spiegazione compatibilmente con l’età. La scuola deve essere inclusiva e questa è la premura più grande per me e per le maestre». Sulle insegnanti lascia sottintendere che ha ancora fiducia di loro: «Devo conoscere i fatti perché non posso esprimere le mie sensazioni, ma non vorrei prendere provvedimenti disciplinari».

Per quanto anche il provveditore Donatella Buonriposi abbia spiegato che ciò che è avvenuto nel plesso dell’infanzia non vanno considerati «metodi educativi» e ha poi sottolineato che «si tratta di insegnanti con esperienza che in passato hanno saputo gestire problemi più complessi. Dico anche che in questo peridoto la pandemia ha messo sotto stress tutta la scuola e quindi le persone che ci lavorano dentro». —

 

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