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L’odissea di un cittadino: «Ore al telefono col Cup per disdire una visita»

Donatella Francesconi
L’odissea di un cittadino: «Ore al telefono col Cup per disdire una visita»

Angelo Stresino Cassanello ha preso carta e penna per raccontare al Tirreno la sua disavventura con il sistema sanitario

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massarosa. Una lettera scritta a mano, depositata nella cassetta delle lettere della redazione del Tirreno, alla vigilia di Natale, per mettere nero su bianco, passaggio dopo passaggio, l’odissea di riuscire ad avere un appuntamento con il Sistema sanitario attraverso il numero del Centro unico di prenotazione (Cup). Centro che la Asl Toscana Nord Ovest ormai da tempo ha concentrato a Livorno.

«Devo annullare le prenotazioni fatte per mia moglie tramite il Cup di Livorno, numero di telefono 0586223722», racconta Angelo Stresino Cassanello, residente a Piano del Quercione. «Alle otto e un quarto mi metto al telefono e faccio numerosi tentativi da casa, non riuscendo a prendere la linea. Allora esco e continuo a comporre il numero con il cellulare. Ho fatto 11 tentativi senza riuscire a prendere la linea. Quando sono rincasato ho continuato con i tentativi, utilizzando il telefono fisso».

A quel punto si sono fatte quasi le 14: «Mancano pochi minuti quando riesco a prendere la linea. Una voce registrata mi dice che sono il quinto, in coda. Finalmente parlo con una operatrice, la quale mi chiede il numero che ho sul foglio. Io lo leggo, lei mi risponde che non è quello. Io replico: “Mi dica quale numero deve leggere, allora”. A questo punto l’operatrice interrompe la telefonata, oppure cade la linea».

Lo scenario di fronte al quale si trova Stresino è quello di dover iniziare da capo la trafila che per un attimo ha creduto potesse finalmente concludersi.

«Ricomincio da capo, riesco di nuovo a prendere la linea, sono di nuovo quinto in coda. Dopo una lunga attesa riesco a parlare nuovamente con una operatrice. Questa volta il numero che leggo è quello corretto, mi viene detto».

Operazione conclusa: alle 15,12 la “caccia” al Cup iniziata poco dopo le otto del mattino, è terminata.

La considerazione di Stresino è comune a quella dei tanti che si trovano quotidianamente nella stessa situazione: «Dal momento che la Asl ha deciso per un numero unico Cup, il servizio dovrebbe essere adeguato con un numero congruo di operatori a coprire tutta l’area Nord Ovest. Così, invece, il cittadino deve perdere una giornata, stare un’ora e un quarto al telefono per disdire o prenotare una visita».

Una protesta alla quale il signor Angelo si è sentito di dare voce perché, sottolinea la lettera, «non è la prima volta che mi capita la stessa cosa. Nel mese di novembre ho telefonato al Cupo di Livorno per prenotare una visita a Medicina legale, necessaria per fare il contrassegno invalidi e ho perso oltre una mattinata per riuscire a concludere l’operazione. Se poi si pensa che le visite devono essere disdette 48 ore prima (pena doverle pagare ugualmente, ndr) se un cittadino non riesce a prendere la linea in tempo come fa a disdire nei termini fissati? Uso il piccione viaggiatore per non incorrere nella sanzione?».

Va anche considerato che i più anziani tra i cittadini hanno, in generale, maggiori difficoltà nell’accedere ai servizi on line senza essere aiutati. E che non tutta la Versilia ha la dotazione di punti Cup disseminati, per esempio, sul territorio di Viareggio.

Insomma, investire sul buon funzionamento del Cup significa investire sulla salute dei cittadini che - al di là di questo anno di pandemia - dovranno tornare a fare i conti con le liste d’attesa per visite ed esami all’interno del Servizio sanitario pubblico. —

Donatella Francesconi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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