Gioco
Il 2021 sarà l’anno del progetto definitivo per il sabbiodotto
Fabrizio Morelli, segretario dell’Autorità portuale regionale: «E quello successivo si procederà con l’escavo delle darsene»
Donatella Francesconi
viareggio. Attività portuali da «separare sempre di più da quelle turistiche» con le quali il porto di Viareggio si divide il tratto di Darsena che guarda la Marina di Levante. È uno degli obiettivi che si propone Fabrizio Morelli, segretario generale della Autorità portuale regionale, per l’anno in arrivo. «Abbiamo l’esigenza», spiega Morelli, «di far diventare l’area che gravita intorno a quella della Diga foranea un’area portuale a tutti gli effetti». Prevedendo anche «un eventuale accesso limitato disciplinato». È l’intervento che aprirà l’anno 2021, il nono di vita della stessa Autorità portuale. «Faremo partire le richieste di preventivi e subito ad anno nuovo avvieremo la procedura telematica tramite piattaforma Start», è la tempistica della Authority.
Perché, è la sintesi di Morelli, «il porto deve essere il porto». Ed allora, partendo da questa frase, è inevitabile la domanda delle domande: «A quando il nuovo sabbiodotto?». Il 13 dicembre - risponde Morelli - «abbiamo avuto dalla Regione il decreto di affidamento della somma necessaria per la redazione del progetto definitivo dell’impianto». La Regione ha stanziato 100mila euro e la redazione del progetto è stata affidata allo studio Interprogetti, spiega Morelli, «che aveva partecipato già allo studio di fattibilità quando lo presentammo. Il fatto che la stessa Regione abbia decretato di non assoggettare il progetto a studio di impatto ambientale, continua Morelli, «ci ha consentito di andare con l’affidamento diretto dell’incarico». L’Autorità portuale ha messo il turbo: «Mi sono dato sessanta giorni per il progetto definitivo. Poi arriverà un planning ragionato, ma io intenderei attivare la Conferenza dei servizi, mettendo al tavolo tutte le amministrazioni coinvolte». Per quanto in fretta l’Autorità possa operare, però - va ricordato - la Regione non ha ancora finanziato l’opera che avrà un costo intorno ai cinque milioni di euro. Eppure è cià che il proto di Viareggio ha bisogno da sempre per essere davvero porto, per dirla con Morelli. Che ha sempre sostenuto: «Perché l’effetto di un escavo costante è quello di non avere più la lingua di sabbia mobile e rendere stabili i fondali dell’avamporto».
Una buona notizia per la cantieristica viareggina, però, c’è. Anche se sarà necessario attende ancora un anno. «Nel 2022 dovremmo avere un primo finanziamento per l’escavo delle aree interne del porto. Ovvero, darsene interne, eventualmente l’avamporto, il Burlamacca».
Per il momento, a febbraio inoltrato, riprende l’intervento di escavo consueto: «L’obiettivo», spiega Morelli, «è scavare intorno ai 20mila metri cubi. Per chiudere l’appalto, poi, ne rimangono 30-35mila».
Nell'agenda di Morelli, nell’immediato, c’è il consueto Piano delle attività, in base alle risorse che la Legge di bilancio della Regione stanzierà: «Se le risorse previste saranno confermate», dichiara Morelli, «ad anno nuovo redigo il Piano delle attività che necessità del passaggio sia in Commissione consultiva che in Comitato portuale». Per Viareggio sono previste anche le somme necessarie al «secondo lotto di opere a completamento della viabilità della nuova banchina commerciale», illuminazione e stazione marittima comprese. —
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