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Al Bistrot del Club tolti gli addobbi natalizi

D.F.
Al Bistrot del Club tolti gli addobbi natalizi

Elena Gori: «Lavoriamo con pesce fresco. Ma qualcuno a Roma ha idea di cosa vuol dire aprire e chiudere in 4 giorni?»

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viareggio. Gli addobbi di Natale, al ristorante “Bistrot del Club” in Darsena guardano direttamente porto e mare in una giornata che farebbe stare sotto ilplaid anche senza emergenza sanitaria. «Oggi li smonto», racconta al Tirreno Elena Gori che gestisce l’attività con cortesia ed energia. Nella serata di venerdì ristoratori e baristi d’Italia hanno appreso di poter restare aperti, solo a pranzo, dalla giornata di oggi fino al 23 dicembre. «Aprire quattro giorni? Non esiste. Quando ci hanno chiusi ho gettato via 1.500 euro di materie prime. Ho sette dipendenti che lavorano con me:quando dovrei guadagnare in 4 giorni per coprire le spese? Inoltre, io lavoro con il pesce fresco. Lo sanno cosa vuol dire?». Elena è arrabbiata e lo esprime con la cortesia che la contraddistingue: «Non ho visto un euro di sostegno o “ristori”, come si dice adesso. Il commercialista ci ha presentato ricorso perché non vi erano incongruenze. Intanto, però, non abbiamo avuto nè il contributo di primavera e neppure quello di autunno. Venerdì sera ho sentito parlare ancora di contributi da parte del Governo...non so se devo mettermi a ridere o a piangere ».

In questi giorni Gori sta mettendo insieme la somma necessaria per le tredicesime: «Ho pagato gli stipendi di novembre e per dicembre i miei dipendenti sono in cassa integrazione. Ma c’è qualcuno che non ha ancora avuto tutto il saldo del primo lockdown. Vediamo se con la tredicesima si arriva a gennaio, sperando di poter stare aperti in modo continuato dopo il 7».

Attenzione a non pensare che Gori sia il solito commerciante attento alle proprie esigenze a basta: «Prima che ci chiudessero ho rifiutato di mettere a tavola un diciottesimo, una cresima ed una comunione. Ho avuto amici carissimi alle prese con il contagio da Covid nella proprie famiglie e dico alla mia categoria di andarci piano con le feste che so sono già organizzate in questi giorni di riapertura. Siamo alle prese con la vita delle persone. Dobbiamo sempre averlo ben presente davanti agli occhi».

Parole di una madre di famiglia, oltre che di una commerciante, la cui famiglia vive di una doppia attività penalizzata: un hotel e, appunto, il ristornate del Club nautico. Imprenditori, insomma, doppiamente penalizzati. Che fanno proprio e rilanciano, però, l’appello a non strafare. —

D.F.

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