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Al Basilico fresco domenica già piena

D.F.
Al Basilico fresco domenica già piena

Bruno Catalano: «Cercheremo di sprecare il meno possibile Ma c’è voglia di tornare ad incontrarsi seduti a tavola»

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torre del lago. L’avviso sulla pagine Facebook del locale è apparso quasi subito dopo l’annuncio dei quattro giorni di “zona gialla” pre natalizia da parte del Governo: «Nel rispetto delle regole siamo entusiasti di poter tornare al nostro lavoro e salutarci in questo periodo davvero particolare». Parola del “Basilico fresco”, ristorante gettonatissimo sulla Marina di Torre del Lago, un mix di ambiente familiare e luogo dove puoi trovare volti noti dello sport e dello spettacolo, mescolati alla clientela in leggerezza.

«Per domani (oggi per chi legge, ndr) siamo già esauriti», racconta al Tirreno uno dei gestori, Bruno Catalano, grande intrattenitore ai tavoli della numerosa clientela. «Abbiamo ricevuto telefonate dagli affezionati viareggini, ma anche da Lucca e dalla provincia di Pisa, dove abbiamo tanti clienti».

Nessun problema riscontrato per l’approvvigionamento in così breve tempo, assicura Catalano: «I fornitori erano prontissimi, aspettavano con ansia una riapertura». Ed è il mondo della vendita del pesce che ha rimesso immediatamente il turbo non appena arrivata la notizia della possibilità di avere i ristoranti aperti anche per solo quattro giorni di pranzi.

«Si cercherà di sprecare il meno possibile», sottolinea Catalano. Perché con gli acquisti del pescato se non hai clientela per piazzare rapidamente quanto acquistato non c’è ristoratore che non finisca per rimetterci. Ed un locale che “macina” avventori come il “Basilico fresco” lo sa bene.

«I clienti hanno iniziato a telefonare già da venerdì sera, appena appreso dell’apertura in tv», è il dato raccolto dal “Basilico fresco”: «Si sente, si tocca con mamo che c’è voglia di uscire, di ritrovarsi intorno alla tavola, insieme». Come scrivono gli affezionati sulla pagina Facebook del locale: «Noi ci saremo...in sei...».

Quattro giorni di fornelli roventi, senza essere passati per l’asporto. Una scelta condivisa da molti ristoranti che devono la loro fortuna ai piatti di pesce. Piatti che finiscono per essere inevitabilmente molto diversi se trasportati a domicilio, anche con tutte le accortezze del caso.

L’idea è che valga la pena tornare a guardare in faccia i clienti, seduti al tavolo del locale: «Saremo sempre aperti, in questi giorni in cui ci viene data la possibilità», sottolinea Catalano, «a partire dalle 12,30». E fino a quando ce n’è, si capisce tra le righe. —

D.F.

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