Gioco
Riemerge dal Burlamacca il cadavere dell’uomo scivolato in acqua dopo il furto
Lo hanno trovato dei sommozzatori mentre stavano sistemando la loro barca, a un centinaio di metri da dove era caduto
Melania Carnevali
viareggio. Il corpo è venuto a galla dopo otto giorni, a circa cento metri di distanza (lato mare) dal punto in cui era caduto. E a trovarlo sono stati dei sommozzatori. Stavano sistemando la loro imbarcazione ormeggiata sul Burlamacca e lo hanno visto, volto in giù e giubbotto gonfio. Conoscono quelle acque e quelle correnti: prima lo hanno legato alla barca e poi hanno dato l’allarme. Si è chiusa così, quindi, nel modo più tragico la storia di un furto mal riuscito, di una fuga e di una caduta senza ritorno nel principale canale di Viareggio: con il ritrovo del cadavere dell’uomo autore del furto. La sua identità non è ancora stata resa nota, anche se le forze dell’ordine hanno già idea di chi possa essere.
Tutto è partito nel primo pomeriggio del 9 dicembre. Un furgoncino di Sea si è appena fermato in via Regia, in centro. Scende un operatore e inizia a raccogliere i sacchi dai cestini. Un uomo si avvicina al mezzo e in pochi secondi apre la portiera, afferra il marsupio dal sedile e fugge via. Lì vicino però sta passando una signora che vede tutto e dà allarme all’operatore. Lui, Mirko Tofanelli, viareggino di 33 anni, inizia a correre. Lo insegue fino al ponte girevole. L’uomo in fuga scende verso il canale ma scivola in acqua e non riemerge. Una donna che vive in uno dei piani alti della palazzina che si affaccia sul Burlamacca, lo vede, sotto quelle acque nere, mentre cerca di tirarsi su, braccia tese verso l’alto, e dà l’allarme. Sul posto arrivano gli uomini della capitaneria di porto, i vigili del fuoco, la polizia, ma dell’uomo ancora nulla. Iniziano le ricerche, che vanno avanti ininterrottamente per quattro giorni.
I vigili del fuoco e il personale della capitaneria, oltre a perlustrare il canale, passano al setaccio la zona del porto, la spiaggia e le acque antistanti. Gli uomini del Nucleo sommozzatori arrivati a Viareggio da Cecina lavorano ore e ore con il loro ecoscandaglio, nel tentativo di individuare anche la pur minima pista. Non la trovano.
La sera del 12 dicembre le ricerche vengono interrotte. Si fa spazio anche l’ipotesi che l’uomo sia riuscito a riemergere da un’altra parte e sia fuggito.
E invece no. È morto. E ieri il suo corpo, rimasto impigliato per otto giorni chissà dove, è tornato a galla sotto gli occhi della città.
Sono intervenuti nuovamente gli uomini della capitaneria, la polizia, i vigili urbani e anche il dipendente della Sea derubato che ha effettuato un primo riconoscimento sulla base dei vestiti indossati. Il corpo è poi stato portato all’obitorio dell’ospedale Versilia dove verranno effettuati tutti gli accertamenti del caso. Non sono stati trovati documenti di identità nelle sue tasche. Le forze dell’ordine pensano si tratti di un 39enne di origine marocchina senza fissa dimora (con diversi precedenti per furto), ma il riconoscimento ufficiale verrà eseguito solo stamani attraverso l’analisi delle impronte digitali.
Intanto ieri pomeriggio il sindaco di Viareggio, Giorgio Del Ghingaro, ha depositato di persona «a nome della città» un mazzo di fiori sulla banchina dove è stato ritrovato il corpo dell’uomo. —
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