Il Tirreno

Versilia

Coro di sì al vaccino ma divide l’idea che possa essere reso obbligatorio

Cesare Bonifazi
Coro di sì al vaccino ma divide l’idea che possa essere reso obbligatorio

Tutti i personaggi pubblici che abbiamo interpellato  si dicono pronti a sottoporsi alla profilassi collettiva

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/ Viareggio

La vaccinazione di massa contro il coronavirus è già in corso in Cina, Russia, Regno Unito e inizia domani negli Stati Uniti. Presto gli antivirus a disposizione sul mercato saranno diversi. Entro metà gennaio, assicura il Governo italiano, la vaccinazione toccherà anche noi. Per chi opera in Versilia i primi ad averne diritto lo faranno al San Luca di Lucca. L’opinione pubblica appare molto divisa se farlo o meno e a chi dare precedenza. È dibattito di questi giorni anche l’opportunità o meno di imporre l’obbligo vaccinale. Se sulla prima fase, ovvero il vaccino, quasi tutti i personaggi versiliesi hanno ammesso che si sottoporranno al farmaco, l’opinione rimane invece divisa su due fronti riguardo all’obbligatorietà.

Il presidente dell’unione dei comuni Versiliesi e sindaco di Camaiore, Alessandro Del Dotto non ha dubbi: «Lo farò quando mi toccherà in base ai criteri del ministero. Attenderei di vedere la risposta della popolazione, prima di introdurre l’obbligo. Anche se per chi lavora nel pubblico e nel mondo socio-sanitario devono essere obbligatori».

Il parlamentare Umberto Buratti la pensa in maniera leggermente diversa: «Fin dall’esplosione della pandemia abbiamo aspettato il vaccino. Credo sia necessario che vengano fatti da tutti. Sono prudente sull'obbligo vaccinale: oggi sui social network ci sono molte fake news: questo potrebbe spostare l’opinione e spingere qualcuno a non farlo». Marialina Marcucci, presidente della Fondazione Carnevale si vaccinerà: «Mi auguro che la campagna inizi al piu presto possibile. Non abbiamo da domandarci se ma quando. Sono invece contraria all’obbligo vaccinale. Emanuele Giannelli è scultore con base a Pietrasanta e crede che di non si vaccinerà: «Non ho mai amato le imposizioni ma credo che non sarà obbligatorio: gli artisti non vanno ascoltati, siamo un mix esplosivo di anticonformismo e ribellione».

Più piantato a terra è l’avvocato Fabrizio Miracolo: «I vaccini che vengono autorizzati sono sottoposti a controlli prima della distribuzione. Penso però che nessuno può essere obbligato senza che ci sia una legge. È noto che la Costituzione pone delle condizioni sui trattamenti sanitari obbligatori, tra cui rientrano anche i vaccini, ma li vincola ad una fonte legislativa e di sicuro non con un dpcm. Io sono per l’obbligatorietà». Contraria è la consigliera regionale versiliese Elisa Montemagni: «Sono contro l’obbligo vaccinale però essendo a contatto con molte persone, mi vaccinerò». Gianluca Ferrara, senatore M5s, invece crede che «dopo mesi di grande sacrificio, il vaccino rappresenta una via di uscita a questo incubo. Credo sia opportuno lasciare libertà di scelta e che debba essere data priorità a medici, infermieri, operatori sanitari».

Un volano per ripartenza anche per la presidente di Federalberghi Maria Bracciotti: «Prima si parte prima l’Italia si rialzerà. Ma no all’obbligo vaccinale, è a responsabilità individuale».Di opinione opposta il noto ristoratore pietrasantino Filippo di Bartola: «Sì all’obbligo vaccinale: è una difesa verso la salute di noi stessi e degli altri». Maurizio Verona ritiene che «sia giusto prima promuovere il vaccino volontario e capire se si raggiunge una percentuale che permetta l’ immunità di gregge prima di introdurre l’obbligo». Piero Bertolani si esprime in maniera interlocutoria: «Fare il vaccino è doveroso per chi come me staal pubblico». Ma non si esprime sull’obbligo.

Lo fa invece l’imprenditore Fabrizio Larini: «Credo che la libertà sia individuale e vada rispettata, sempre nel limite per cui questo non danneggia gli altri. Alessandro Domenici, cantautore camaiorese creche il vaccino «sia l'unica via d'uscita per questo dannato virus, mi fido dei team di scienziat.Credo che la libertà di scelta sia importante, quindi da una parte direi no all obbligo». David Morelli è un noto wedding planner e, oltre a sottoporsi al vaccino, dichiara che «vista la situazione drammatica, fosse si dovrebbe pensare a un obbligo: c'è troppa incoscienza in giro. ma capisco che scoppierebbe un un putiferio». Aldo Intaschi. presidente delle Misericordie Camaiore e Lido è per il fronte del sì: «Andrebbe introdotta l’obbligatorietà: bisogna pensare alle migliaia di morti e a chi è ancora in intensiva».

«È giusto che venga fatto prima alle persone più a rischio- dice Pietro Guardi, balneare viareggino - lo considero un dovere civico e morale e non credo ci sarà bisogno dell’obbligo». Si vaccinerà anche Vincenzo Colle, presidente di Gaia, «Mi vaccino per senso di responsabilità. Ci auguriamo tutti di poter al più presto uscire da questo periodo che sta segnando in maniera profonda la nostra vita».

Fiducioso invece il parlamentare Riccardo Zucconi: «No assoluto all’obbligo vaccinale - dice - I vaccini hanno sconfitto malattie che affliggevano la razza umana. Le modalità di approvazione da parte di organismi internazionali e il fatto che le multinazionali non ci guadagnino mi rassicura ulteriormente». —

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di Redazione web