Gioco
I gestori dell’ex Cava Fornace: a norma lo scarico in fognatura
PIETRASANTA
«La nota di Gaia in risposta al Comune di Pietrasanta chiarisce molti dei dubbi presentati da cittadini e istituzioni, a meno che non si voglia essere per forza in malafede: Programma Ambiente Apuane non ha mai scaricato in fognatura il percolato se non per un test di prova, il collegamento è stato fisicamente chiuso da Gaia rendendo impossibile il conferimento di reflui. Per quanto riguarda l’eventuale carico aggiuntivo sulla rete fognaria il giudizio è lapidario: un conferimento da parte dell’impianto di ex Cava Fornace, nel massimo dell’autorizzazione concessa, peserebbe per lo 0,27% sui volumi che ogni giorno tratta il depuratore Lavello2. Del tutto ininfluente».
È il cda di Programma Ambiente Apuane a riportare il contenuto della risposta che il gestore idrico ha dato alle richieste del Comune. Numeri e specifiche tecniche, di cui la società ha appreso sui social, che «chiariscono - prosegue la nota della società - l’assoluta sicurezza dell’eventuale scarico in fognatura e la totale assenza di rischi per la rete, il depuratore e tutto il territorio: un passaggio importante che vogliamo sottolineare è che, escluso un test di prova, la discarica seppur autorizzata dalla Regione nel 2016, non ha mai conferito il percolato in fognatura da allora. Anche perché Gaia, nello stesso anno, ha chiuso lo scarico».
«L’autorizzazione concessa nel 2016 prevede 15mila mc l’anno, circa 68 mc al giorno – prosegue il cda - il depuratore interessato è quello del Lavello2 che ogni giorno gestisce 25mila mc di reflui. Significa che l’eventuale conferimento dalla discarica influirebbe per lo 0,27% nel volume complessivo in ingresso al depuratore. Gaia inoltre precisa che si tratta di percolato proveniente da materiali prevalentemente inerti dove sono “assenti sostanze tossiche” e chiarisce un aspetto che abbiamo già ribadito: “Da tutte le analisi relative agli anni 2016-2020 si evince il rispetto dei limiti allo scarico in fognatura” previsti da normativa e deroghe previste. Per il parametro solfati (gesso), per il quale si richiede la deroga, solo 3 su 12 analisi presentano lievi superamenti del valore limite. E lo stesso gestore rimarca che la presenza di solfati nelle acque superficiali è già presente naturalmente a causa del calcare cavernoso della pianura alluvionale, già negli anni ’90 e prima che l’impianto entrasse in funzione».
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