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Versilia

Nove anni fa il pattino portato a Bruxelles: ma nulla è cambiato

m.t.
Nove anni fa il pattino portato a Bruxelles: ma nulla è cambiato

La protesta clamorosa di fronte ai palazzi dell’Unione Europea fu colorata e divertente, però non ha prodotto alcun risultato 

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l’amarcord

A che serve protestare? Lecito chiederselo, se si considera che una delle manifestazioni più divertenti e colorate dello spirito versiliese, il pattino trascinato dai balneari di fronte alle sedi dell’Unione Europea per protesta contro la Bolkestein, non ha prodotto alcun risultato. Lo dimostra la lettera di messa in mora che la Commissione Ue ha recapitato al nostro Paese. Contestando, appunto, la mancata applicazione della Bolkestein e il fatto che le spiagge non possono più essere affidate ai privati a colpi di proroghe.

E pensare che l’incontro con i funzionari dell’Ue, avvenuto nel novembre del 2011 a Bruxelles, sembrava aprire degli spiragli della categoria. Oggi quelle rassicurazioni fornite ai balneari, che per un attimo si misero il doppiopetto rinunciando alla mitica canotta rossa, appaiono per quello ch erano: dichiarazioni più di facciata che altro. Ovvio che, dal punto di vista dell’Europa, non potessero esserci molti margini di trattativa: la questione, dissero, era nata dal mancato intervento dello Stato italiano a protezione delle proprie attività. Da allora la Bolkestein, inizialmente taciuta anche dalle associazioni di categoria, è diventata una valanga che ha travolto un intero sistema economico. Che, bene o male, ha fatto la storia della Versilia dall’Unità d’Italia. Qualsiasi sarà la conclusione della vicenda, però, resta un sorriso per il pattino trascinato tra gli sguardi attoniti dei belgi, come se il fiume d’asfalto di Bruxelles fosse in realtà il mare della Versilia. —



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di Redazione web