Il Tirreno

Versilia

disastro ferroviario 

Verso un processo-bis per Moretti I familiari delle vittime: «Presi in giro»

Donatella Francesconi ; altro servizio a pag. 11

La richiesta della Procura generale all’udienza di apertura del processo in Cassazione scatena la rabbia della città

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viareggio

Riunti tutto il giorno in una lunga assemblea via chat, con tante persone che sono intervenute a portare la propria solidarietà una volta appresa la notizia della richiesta formulata dal rappresentante della Procura generale in Cassazione per un processo di appello-bis a carico di Mauro Moretti che all’epoca del disastro ferroviario di Viareggio era amministratore delegato di Ferrovie dello Stato. Così i familiari delle vittine della strage di 11 anni, 32 morti e due sentenze di condanna anche per gli allora vertici di Ferrovie, Moretti compreso, hanno trascorso la giornata più difficile da quando ha avuto inizio l’iter giudiziario.

«Anche si tratta solo di una richiesta, non si possono cambiare le cose in questo modo», è la voce dei familiari riuniti nella associazione “Il Mondo che vorrei”, che nella mattinata di ieri si sono soffermati sotto il Municipio di Viareggio con lo striscione che tutti abbiamo imparato a conoscere, con impressi i volti di chi da quella maledetta notte non c’è più. Davanti al Municipio anche lo striscione “Giustizia e verità per la nostra città”.

Poim dal Municipio i familiari si sono trasferiti alla sede della Croce Verde dove la presidente Carla Vivoli ha messo a disposizione la sala della assemblee, abbastanza grande per assicurare tutte le misure anti contagio. Da qui è partita la lunga maratona on line, sulla piattaforma “Meet”, che ha visto tra gli interventi anche quello dell’assessore ai trasporti della Regione Toscana (parte civile), Stefano Baccelli di ritorno da Roma dove era stato proprio per l’apertura del processo in Cassazione.

«Una accusa pubblica che ha fatto novanta fin che non si è arrivati alla posizione di Moretti», sono state - a caldo le parole di Daniela Rombi, vice presidente della associazione , "Il Mondo che vorrei": « Ma quando si è trattato di fare cento, allora i giudici di primo e secondo grado che fin lì hanno fatto tutto bene, di punto in bianco su Moretti non hanno più capito niente. Ma chi vogliono prendere in giro?».

Ed il presidente della associazione, Marco Piagentini, in un passaggio tra i più intensi del lungo confronto, inframmezzato dalle notizie in arrivo da Roma, ha ricordato - lui ustionato gravissimo che nella strage ha perso moglie e due figli piccolissimi, «io per questo processo ho dato la vita, ho dato...».

Ieri sera i familiari delle vittime sono tornati nuovamente a riunirsi per valutare le iniziative da prendere, compresa quella di una maggiore presenza a Roma, oggi che il processo in Cassazione riprende. Destinato a durare fino a sabato, la sentenza potrebbe arrivare la prossima settimana e non questa, come era previsto. —





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