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Luca Menesini (Provincia): «Così si riapre una ferita»

d.f.

Stefano Baccelli, assessore regionale ai trasporti ieri era in Cassazione: «Stupefacente la richiesta formulata dalla Procura generale»

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viareggio

«Soddisfatto, sorpreso e fiducioso», i tre stati d’animo del presidente della Provincia di Lucca, Ente costituito parte civile nel processo per il disastro ferroviario di Viareggio, 11 anni fa, di fronte alle notizie che per tutta la giornata si sono rincorse dalle aula della Cassazione. Luca Menesini ha inviato una lettera, alla vigilia dell’inizio del processo di terzo grado, all’associazione dei familiari delle vittime, “Il mondo che vorrei” e ieri mattina ne ha chiamato il presidente, Marco Piagentini. «Soddisfatto», spiega Menesini al Tirreno, «perché si conferma l’impianto in un processo sulla scia delle stragi d’Italia in cui è stata fatta giustizia dalle sentenze di primo e secondo grado. In questo quadro, però, è veramente sorprendente quella che è la richiesta della procura generale rispetto a Mauro Moretti. Richiesta che getta un po’ tutti nello sconforto e nella rabbia. Sono più che mai vicino oggi che la ferita mai rimarginata viene riaperta in questo modo. Voglio però essere fiducioso sul fatto che sia fatta chiarezza e vada avanti il percorso di giustizia intrapreso».

A Roma, insieme agli avvocati delle parti civili, si è recato anche Stefano Baccelli, assessore regionale ai trasporti, all’epoca dei fatti presidente della Provincia di Lucca: «Una richiesta, quella formulata dalla Procura generale di Cassazione, stupefacente. Proprio perché di richieste si tratta e non della sentenza, voglio ricordare la mia esperienza in Cassazione, da presidente della Provincia di Lucca, con l’allora sindaco di Stazzema, Michele Silicani, attoniti di fronte alla richieste della Procura generale. Richieste che furono se non di assoluzione per i nazifascisti condannati, assolutamente insufficienti per noi parte civili. Ma la sentenza dei giudici di Cassazione fu di ben altro tenore».

Sul processo che si è aperto ieri mattina ha preso posizione anche il senatore Cinque stelle Gianluca Ferrara: «Da questo processo auspico un segnale forte non solo per Viareggio ma per l'intero Paese, perché nessuno può e deve rimanere impunito», sono state le parole pronunciate dal senatore in apertura di udienza. «Io sono qui, in Cassazione», ha aggiunto Ferrara, «non solo come viareggino, ma come rappresentante delle Istituzioni. Ma qui idealmente sono presenti tutti gli italiani che non cedono dinanzi al l'arroganza del potere, dinanzi a quell'atteggiamento di impunità che li fa credere intoccabili. Le 32 vittime ed i loro familiari devono ricevere giustizia. Spesso i responsabili di certe stragi non hanno pagato per le loro colpe, grazie a cavilli burocratici o interpretazioni fantasiose dei fatti e mi auguro che questa volta le cose vadano diversamente». —

d.f.

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