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Maxi causa della Patrimonio, il sindaco: «Non peserà sui conti»

Donatella Francesconi
Maxi causa della Patrimonio, il sindaco: «Non peserà sui conti»

Giorgio Del Ghingaro ha risposto così ai consiglieri Santini e Bonaceto preoccupati a fronte dei 32 milioni chiesti al Comune dalla curatela fallimentare

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VIAREGGIO

«Consideriamo che a carico del Comune di Viareggio non vi dovrebbero essere penalizzazioni economiche» dalla causa che la curatela della fallita Viareggio Patrimonio ha intentato nei confronti di 23 soggetti, tra i quali 19 persone fisiche, 4 imprese ed il Comune di Viareggio, per il crack della stessa società. Così ieri, in consiglio comunale, il sindaco Giorgio del Ghingaro. L’udienza di fronte al Tribunale di Firenze, sezione specializzata in materia di impresa, è fissata per il 18 gennaio 2021, prima udienza. Al Comune di Viareggio il curatore fallimentare della Patrimonio chiede 32.171.387,13 euro, contestando all’Ente pubblico la violazione «dei doveri connessi alla posizione di socio unico rivestita dal Comune di Viareggio».

La risposta del primo cittadino nella seduta di ieri è arrivata dopo che la questione del riflesso possibile dalla causa intentata dalla curatela della Patrimonio è stata posta dal capogruppo della Lega, Alessandro Santini, e dall’ex candidato a sindaco per una coalizione di liste civiche di centrosinistra, Sandro Bonaceto. Commentando l’ottava delibera relativa a debiti fuori bilancio portata in consiglio comunale dalla Giunta, nel 2020, Santini ha dichiarato: «Preoccupa il contenzioso molto importante come quello con la Patrimonio, da oltre 32 milioni». Mentre Bonaceto, in un botta e risposta vivace con l’assessore Laura Servetti, ha sottolineato: «Dobbiamo vedere i pericoli che sono all’orizzonte, utilizzando gli strumenti specifici. Si parla di prepararsi a possibili negatività di bilancio». Sulla vicenda della Patrimonio il sindaco - nel rispondere a Bonaceto -, prima di escludere conseguenze a carico del Comune, ha dichiarato: «Per quanto riguardala Patrimonio, è una valutazione che verrà fatta nei prossimi anni a seguito degli sviluppi della pratica». Mentre l’assessore Servetti ha voluto precisare che «la causa della Patrimonio è una partita che interesserà anche l’Organismo straordinario di liquidazione». Che in Municipio si è insediato in seguito alla dichiarazione di dissesto, nel 2014, e che ancora lavora ai pagamenti dei creditori nella misura del 50% delle somme dovute. Tra curatela della Patrimonio ed Osl è in corso da anni un infinito tira e molla che - almeno in parte - finirà per gravare sulla somma già sostanziosa richiesta nella causa intentata di fronte al Tribunale delle imprese.

A fine 2019 era stato lo stesso primo cittadino a rendere noto di aver dato indicazione di chiudere in fretta i conti del dare/avere con la Viareggio Patrimonio. Conti che nel consiglio del 23 dicembre Del Ghingaro aveva così sintetizzato: «La Patrimonio dova restituire al Comune 25 milioni di tributi riscossi e trattenuti indebitamente. Milioni che saranno pagati all’Osl sotto forma di crediti privilegiati, dunque denaro contante. Poi ci sono 17 milioni di crediti chirografari. L’Osl ha proposto alla curatela il pagamento al 50% di 17 milioni, circa 8,5 milioni. Residua da questa operazione un credito di circa 17/18 milioni. Che sommati ai 27 che sono in cassa fanno quasi 50 milioni. L’Osl dovrà ancora pagare 5 milioni in tutto, circa. La cifra che avanza tornerà al Comune che la girerà allo Stato per restituire il mutuo ricevuto per pagare il dissesto».

Ma tra curatela della Patrimonio ed Osl, al momento, non è stato raggiunto alcun accordo, ad un anno dalla sintesi presentata da Del Ghingaro. E si va dritti all’udienza del prossimo 18 gennaio. —



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