Italia
Delitto Iacconi, ultimo atto «Giustizia per il nostro Manù»
Il 4 dicembre la Corte di Cassazione si pronuncia sugli imputati Bianchi e Fialdini Gli amici della vittima: «Dopo 6 anni è arrivata la data attesa da tutti noi»
VIAREGGIO. Delitto Iacconi, ultimo atto. Venerdì 4 dicembre la Corte di Cassazione si pronuncerà sugli imputati Federico Bianchi, 25 anni, e Alessio Fialdini, 24, entrambi condannati in primo e in secondo grado per il pestaggio omicida: se la Suprema Corte respingerà i loro ricorsi si apriranno le porte del carcere. In maniera definitiva.
Manuele Iacconi, di Piano di Mommio, è morto a 34 anni nel 2014, un mese dopo essere stato picchiato a colpi di casco in via Coppino, quartiere Darsena. Era la notte di Halloween. Secondo la ricostruzione degli inquirenti la scintilla è una lite da strada: Manuele avrebbe rimproverato un ragazzo di 17 anni perché camminava in mezzo alla carreggiata. Secondo l’accusa, in aiuto del 17enne sarebbe intervenuto Bianchi, detto “il pugile”. Che a cazzotti avrebbe steso sia Iacconi che un suo amico. Manuele, una volta a terra, avrebbe ricevuto il primo colpo di casco da Fialdini, che poi lo avrebbe passato al minorenne da cui era partita la lite. Quest’ultimo e il coetaneo Matteo Della Ragione avrebbero massacrato coi caschi rispettivamente Iacconi e l’amico. Dopo le due condanne definitive dei “minorenni”, Fialdini e Bianchi sono stati condannati rispettivamente a 18 anni di carcere e a 15 anni e 8 mesi. «Venerdì 4 dicembre: è questa la data cui è stata fissata l’udienza della Cassazione – scrivono su Facebook gli amici di Iacconi – Un giorno importante, una data tanto attesa da tutti noi. Restiamo uniti nella speranza che almeno la giustizia condanni la ferocia insensata e inumana del folle gesto compiuto quella maledetta notte. Sono già passati 6 anni, sembrano tanti, in realtà sono pochi. Manù non sembra mai andato via».
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