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Versilia

disastro ferroviario 

Strage, processo in Cassazione senza i familiari delle vittime

Donatella Francesconi
Strage, processo in Cassazione senza i familiari delle vittime

L’avvocato Tiziano Nicoletti (associazione “Il Mondo che vorrei”): «Fondamentali saranno le richieste che avanzerà il Procuratore generale»

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viareggio

Processo in Cassazione per il disastro ferroviario di Viareggio, 32 vittime nella maledetta notte del 29 giugno 2009 e manager delle Ferrovie di Stato condannati sia dal Tribunale di Lucca che dalla Corte di Appello di Firenze. Per la prima volta dopo 11 anni, i familiari delle vittime - riuniti nell’associazione “Il Mondo che vorrei” - non potranno essere in aula, a Roma. Ed hanno già annunciato che daranno vita ad un presidio davanti al Municipio di Viareggio, a partire dalle 10 del mattino.

Tiziano Nicoletti è l’avvocato della associazione “Il Mondo che vorrei” ed ha preso parte alla lunga vicenda processuale fin dall’inizio in qualità di difensore di parti civili.

«Verificate le regolare costituzioni parti e la regolarità delle notifiche», spiega Nicoletti illustrando cosa accadrà a partire dalla prima udienza del 2 dicembre alle porte, «si tiene la relazione del giudice relatore. Terminata questa relazione, prende la parola il rappresentante della Procura generale. Questo è un momento molto importante: perché al termine, il Procuratore generale fa le proprie richieste». Diverse le ipotesi: «Può chiedere che siano respinti i ricorsi presentati in Cassazione dai legali degli imputati, ed in questo caso diventa definitiva la sentenza di condanna; oppure può chiedere l’annullamento della sentenza di condanna, e a quel punto si potrebbe andare ad una assoluzione». E già a questo punto si capisce come può andare».

Terminati questi passaggi la parola spetta agli avvocati delle parti civili che illustrano i propri ricorsi presentati. In questo caso il tempo a disposizione è pochissimo a causa dell’emergenza sanitaria. «Ci è stato indicato», continua Nicoletti, «che gli avvocati avranno a disposizione 5 minuti, ed entreremo di fronte ai giudici a gruppi di 3-4 avvocati. Fuori sarà allestito un maxi schermo dal quale chi non è in aula potrà comunque seguire». I legali di parte civile «chiederanno la conferma della sentenza della Corte d’Appello di Firenze, con le condanne che ne sono conseguite».

Poi sarà la volta degli interventi dei difensori degli imputati: «Terminate le difese vi possono essere eventuali repliche, in Cassazione molto rare», aggiunge Nicoletti, «e la sentenza potrebbe arrivare venerdì o sabato».

Anche in questo caso vi sono più ipotesi possibili: «La sentenza può essere di accoglimento dei ricorsi e quindi di annullamento della sentenza di Appello; di rigetto dei ricorsi, e quindi di conferma della stessa; oppure, nella terza ipotesi, di annullamento con rinvio, rimettendo gli atti alla Corte d’Appello su uno o più parti della di sentenza di secondo grado». Un’ipotesi che spalancherebbe le porta alla prescrizione, ancora più se dovesse venire meno l’aggravante dell’incidente sul lavoro. —



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