Contagiato anche il parroco, rivoluzionate le messe
Don Michelangelo è ora in attesa dei risultati del secondo tampone. Don Giorgio: «Aiutiamo i parrocchiani anche con i messaggi di Whatsapp»
Massarosa. Non si è mai lontani abbastanza per trovarsi, è questo che cerca in tutti i modi di fare la parrocchia del Comune di Massarosa, che nonostante l'enorme difficoltà di questo periodo, ha mostrato grande vicinanza ai fedeli.
«Don Michelangelo Galletti e suo padre sono ancora in quarantena con sintomi lievi - afferma Don Giorgio Simonetti - hanno già in programma il secondo tampone, perciò bisognerà attendere prossima settimana per sapere se potranno essere liberi o dovranno continuare la quarantena».
L'assenza momentanea di Don Michelangelo ha reso necessaria la riorganizzazione del calendario delle celebrazioni in tutte le frazioni del comune: Massarosa, Bozzano, Piano del Quercione, Gualdo e Pieve a Elici: «Abbiamo cercato di mantenere i soliti orari - spiega il prete - quella che svolgiamo è la celebrazione della parola di Dio e la comunione, e in almeno uno dei tre incontri garantiamo la messa. Ci impegniamo sempre a variare le voci così che le persone possano organizzarsi come preferiscono».
Con il dpcm possono accedere in chiesa solo un numero limitato di persone per far sì che venga mantenuto il distanziamento sociale: «All'ingresso ci sono dei volontari che controllano che vengano rispettate le regole e che prendono nome, cognome e numero di telefono di coloro che partecipano così da avere un foglio dettagliato in caso di necessità».
Naturalmente ad aver ricevuto un forte colpo da questa situazione è stato il catechismo, ma anche qui la parrocchia del Comune di Massarosa ha cercato di mantenere, seppur in maniera ridotta, tale attività: «I ragazzi e i bambini si riuniscono un'ora prima della celebrazione in chiesa dove, con grandissima educazione e pieno rispetto delle regole, disegnano in maniera individuale, inizialmente temevamo che non fosse affatto semplice fare rispettare loro le numerose norme sul distanziamento, invece, per fortuna siamo stati piacevolmente colpiti da quanto i ragazzi abbiano compreso a pieno la delicatezza del periodo che stiamo vivendo. Siamo felici di come sta proseguendo il catechismo anche se si tratta di un’attività aperta a tutti, ma purtroppo raggiungibile a pochi perché molti sono chiusi a casa per via del virus e molti altri giustamente per paura» ha specificato Don Giorgio.
«Oggi grazie alla tecnologia spesso può bastare un messaggio o una telefonata per mostrare la propria vicinanza, e anzi, si può dire che è uno dei pochi modi concessi per farlo in sicurezza - spiega - abbiamo creato un gruppo Whatsapp dal nome “Commenti Spirituali” dove per entrare a farne parte basta contattare la parrocchia, questo gruppo è secondo me uno di quei semi che lanci e che hanno bisogno di tempo per sbocciare, al suo interno condividiamo testi come pagine del vangelo e chi vuole commenta. Per il momento siamo circa 15 persone e, anche se non siamo particolarmente numerosi, è comunque un successo perché ogni giorno qualcuno mi chiama per essere aggiunto, perlopiù serve a sopperire i vari incontri dove commentavamo il Vangelo che tenevamo la domenica. Purtroppo per quanto riguarda gli ammalati non ci è concesso recarci di persona a trovarli, perciò grazie ai nuovi dispositivi, attraverso videochiamate e telefonate, cerchiamo in tutti i modi di farci sentire al loro fianco e dare loro sostegno» ha concluso il parroco di Massarosa.
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