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didattica da casa  

«Serve una linea più potente per fare lezione a distanza»

«Serve una linea più potente per fare lezione a distanza»

L’appello dei presidi alle compagnie: «Ci sono zone ancora non coperte»

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viareggio

«L’amministrazione comunale ritiene inaccettabile in frangenti come quelli che stiamo vivendo un simile disservizio». L’amministrazione che parla è quella di Forte dei Marmi. E il disservizio è la linea internet talmente debole, nonostante il potenziamento, che alcuni insegnanti non riescono a fare lezione a distanza. A segnalarlo al sindaco è stata la dirigente scolastica Silvia Barbara Gori che ha scritto una lettera anche ai genitori per scusarsi del disagio. «I docenti – scrive Gori – non sempre riescono ad effettuare videolezione. Avendo lezioni programmate anche in classe non possono farle da casa».

Un problema che riguarda anche altre scuole della Versilia, alcune delle quali sono riuscite a organizzarsi. Per altre risulta più difficile e continuare la didattica a distanza – che in ogni caso, anche nell’eventualità di un ritorno in classe a dicembre, sarà inevitabile per le (numerosi) classe in quarantena – sarà complicato.

Per fare didattica a distanza attraverso piattaforme online, con anche trenta persone connesse audio-video contemporaneamente, e farla senza problemi, è necessario infatti avere a disposizione una buona connessione in grado di offrire una velocità in download ed in upload di ottimo livello. E per buona si intende la fibra ottica Ftth, che può raggiungere un massimo di 100 mega. Ma in Versilia ci sono ancora zone, e scuole, non ancora coperte. Rimane l’adsl classico il cui collegamento è in genere di 20 mega (con alcune offerte si possono raggiungere anche i 30 mega). Pochissimo per le videolezioni.

Senza dimenticare che, anche laddove la scuola abbia la linea migliore al mondo, non è detto che l’alunno o lo studente, a casa, ce l’abbia. Più di uno studente su dieci – il 12, 7% – nei mesi di lockdown è rimasto tagliato fuori dalle lezioni e dalle attività di didattica a distanza, secondo quanto rilevato dall’Agcom nell’allegato alla Relazione annuale. Se i livelli di copertura territoriale potenzialmente consentono all’88, 9% delle famiglie italiane di accedere a servizi internet a una velocità di 30 mbps, nei fatti solo il 37, 2% di esse possiede effettivamente una simile connessione.

All’istituto comprensivo Camaiore 1, diretto da Germano Cipolletta, ad esempio, non ci sono problemi di connessione all’interno dell’istituto ma all’esterno. «Il problema è dei ragazzi perché magari vivono in zone dove la connessione è scarsa – spiega il preside – o dove l’unica connessione è data dal telefono del babbo e della mamma, che quando vanno al lavoro se lo portano via». La scuola sta risolvendo con pennette prepagate, ma in alcune zone, quelle collinari, il segnale «proprio non arriva». Il dirigente, già la scorsa primavera, aveva scritto al sindaco per segnalare il problema. «So che si è mosso subito per sollecitare le compagnie, ma al momento il problema non ci sembra risolto. Noi abbiamo distribuito e stiamo continuando a distribuire tutto il materiale che possiamo offrire. Computer, chiavette per internet. Ma c’è il rischio che il digital divide tra chi può e chi non può accedere alla risorse tecnologiche rimanga incrementando il divario sociale. E il problema non si risolverebbe ritornando in classe, perché comunque ci saranno classi in quarantena». —

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