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Orario ridotto fino a gennaio all’ufficio postale di Seravezza

Tiziano Baldi Galleni
Orario ridotto fino a gennaio all’ufficio postale di Seravezza

Non è servita la lettera del sindaco Tarabella: «Speravo ci fosse uno spiraglio» La società: «Garantiamo il servizio, ma siamo in una fase di emergenza»

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Altro schiaffo ai residenti del capoluogo di Seravezza e delle frazioni collinari da parte di Poste Italiane. L’ufficio postale di via Guglielmo Marconi rimarrà ancora chiuso tre giorni a settimana (escludendo la domenica) – come successo dall’inizio della pandemia – fino al giorno della festa della Befana.

Farà ancora orario ridotto, cioè aperto la mattina solo il mercoledì, venerdì e sabato: lo si legge sul sito ufficiale di Poste, dove di recente sono stati aggiornati gli orari. Ma è anche la stessa azienda a confermare che il «regime di apertura parziale è legato all’emergenza sanitaria», senza però spiegare nel dettaglio i motivi concreti di questo depotenziamento che dura ormai da 8 mesi, anche quando quest’estate la situazione covid era migliorata.

Il disagio per i cittadini andrà quindi avanti ancora un mese e mezzo, senza garanzie che subito dopo l’Epifania tutto torni alla normalità. La beffa per gli utenti è che durante i giorni a cavallo di Natale, dal 24 dicembre al 29 compreso (stando sempre al sito di Poste), l’ufficio del capoluogo rimarrà chiuso sei giorni di fila.

Non sono servite a niente perciò le parole del sindaco di Seravezza, Riccardo Tarabella, che aveva sollecitato l’azienda con una lettera. Oggi torna a ribadire l’esigenza che Poste ripristini l’orario pre covid, sottolineando che è pronto a mettere in atto altre azioni.

«È vero che Poste non aveva dato grandi garanzie né fatto promesse verso la riapertura con orario pieno – dice Tarabella –, però mi aspettavo che uno spiraglio ci fosse. Se quello che è scritto sul sito verrà confermato significa che al momento possibilità non ci sono e quindi è necessario fare ulteriori interventi presso le Poste perché prendano debita considerazioni le esigenze del capoluogo e dei paesi della montagna».

Poste Italiane intanto ha dato una spiegazione a Il Tirreno, garantendo che in futuro il servizio tornerà operativo in pieno, e che non si tratta di un preludio alla chiusura. «Siamo in un regime di emergenza sanitaria – fa sapere Poste tramite l’ufficio stampa – e stiamo comunque garantendo i servizi, cioè l’ufficio di Seravezza è aperto e a disposizione della collettività. Ma in questa fase emergenziale dovrà perdurare questo stato. Noi monitoriamo settimanalmente l’ufficio e la speranza è di tornare quanto prima al regime pre covid». Poste ha però riconosciuto il disagio creato e la limitazione imposta. Ma fatto sta che non c’è all’orizzonte una soluzione. Nel frattempo qualche cittadino si era anche prodigato in una raccolta firme online, mentre qualche settimana fa almeno l’ufficio postale di Querceta è tornato ad aprire anche il pomeriggio. C’è solo da augurarci che almeno lo sportello Atm Postamat non si continui a guastare. —



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